Rando Ecrins

Valestrèche e il Gourette da Beaumes

2 h 30
Durata
Facile
Facile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
5,7 km
Lunghezza totale
544 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Fauna
  • Flora

Departure : Borgata di Beaumes, Champoléon

Un percorso facile, corto e regolare conduce in questa valle selvaggia, in cui larici e verdi prati saranno un ottimo punto di avvistamento di camosci.

La piccola borgata di Beaumes, fatta di case addossate, prati e rocce, si erge all’ingresso della valle. Circondato da vette rocciose e vertiginose pareti, il bosco di larici lascia poco alla volta il posto a prati e ghiaioni. Ed è qui, in un ambiente allo stesso tempo confortevole e selvaggio, che avrete forse l’occasione di avvistare i vostri primi camosci, o magari qualche stambecco.

Dal parcheggio percorrere la strada in direzione della borgata per 150 metri, fino ai tre pannelli informativi del Parco nazionale degli Ecrins che formano una porta simbolica, dalla quale si imbocca il sentiero di destra. Dopo due tornanti al di sopra della borgata, in un ghiaione di gneiss, lasciare il sentiero dei laghi di Crupillouse girando a sinistra in direzione del "Vallone di Valestrèche". Dopo circa trecento metri il sentiero costeggia il confine blu bianco e rosso del parco nazionale degli Ecrins, a destra rispetto al sentiero. Alcune sezioni di tornanti seguite da parti che costeggiano il versante conducono poco per volta fuori dal bosco di larici. Sul lato destro si stagliano le rosse falde di roccia vulcanica del Puy des Pourroy e le rocce del pilier di Mourre la Mine. Il tragitto continua e termina ai piedi di un rilievo di roccia vulcanica molto ripido detto "Le Gourette" (circa 1850 metri).

Transport

Bus di linea fino all’ingresso della valle di Champoléon. Una navetta estiva da Gap a Aubert ferma a Beaumes (prenotare almeno 36 ore in anticipo sul sito 05voyageurs.com o chiamando il 0033 (0)4 92 50 25 05).

Accesso

Dalla N85 imboccare la D944 fino al ponte di Corbières e girare a sinistra. Nella valle di Champoléon (D944a) proseguire sino alla borgata Beaumes (circa 4 km).

Ufficio Informazioni

Casa della valle dello Champsaur

Informazioni e documentazione, mostre temporanee. Vendita di prodotti e opere del Parco. Nello stesso spazio, home office turistico di alta Champsaur. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.


05260 Pont-du-Fossé

Sito web - Email - 04 92 55 95 44

Lat: 44.6672, Lng: 6.22795

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Fauna
Il fringuello degli alberi

Nei boschi di montagna, durante la bella stagione, un nitido "pink", talvolta seguito da un canto continuo, segnala la presenza del fringuello degli alberi. Facile da riconoscere e da osservare, non eccessivamente selvatico, si sporge sovente dalle cime degli alberi. Il maschio ha una barratura alare bianca, la coda bordata di bianco, la testa grigio-azzurra e il petto tendente all’arancione. La femmina ha colori meno vivaci e la si riconosce, sia in volo che quando è ferma, dalle macchie bianche sulla coda e sulle ali.

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Fauna
Il luì piccolo

"Tchiff-tchaff, tchiff-tchaff, tchiff-tchaff"...fin dall’inizio della camminata potrete udire questo uccello, che si fa sovente sentire ma non si fa mai vedere. Il suo canto evoca il rumore di monete d’oro lasciate cadere una ad una in una cassetta. Si tratta di un uccello migratore, che arriva negli Écrins tra fine marzo e inizio aprile e nidifica nei fitti boschi. Si nutre di insetti per tutta l’estate prima di ripartire, in autunno, per le zone mediterranee.

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Fauna
Il luì bianco

Percorrendo questo sentiero potrete imparare a distinguerne il canto da quello del suo cugino luì piccolo. Due secondi su circa dieci sono identici, un trillo proveniente dal grande becco aperto e dalla gola vibrante. Il maschio canta praticamente tutto il giorno da aprile a giugno, ma solo durante la mattina nel mese di luglio. A fine agosto maschi e femmine partono per le savane africane.

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Flora
Il larice

Il larice è conosciuto come l’albero della luce per le sue molteplici sfumature di colori, che variano nel corso delle stagioni. In primavera si tinge di verde chiaro e i suoi teneri aghi si possono tranquillamente accarezzare. I rami si ricoprono di amenti femminili color ribes e di amenti maschili di un color giallo zolfo. Durante l’autunno da spettacolo con ricche sfumature giallo oro, ma in inverno è l’unica conifera europea a perdere gli aghi, permettendo così alla luce di penetrare nel sottobosco.

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Fauna
Il camoscio

Potrete incontrarne sin dall’inizio della passeggiata (soprattutto se partirete presto) sul versante di fronte a voi, soli o in branco, o addirittura sulle pietraie sopra le vostre teste. Anche se sarete tentati di avvicinarvi, non dimenticate che il rispetto e la discrezione garantiscono loro la giusta tranquillità e talvolta anche la sopravvivenza.

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Fauna
Lo stambecco

Lo stambecco, il fantasma delle rocce, Capra Ibex, è tarchiato, il vello ha sfumature dal beige al marrone scuro, a seconda delle stagioni e del sesso. Gli zoccoli, estremamente flessibili, gli consentono di aderire perfettamente alle rocce. Sia gli esemplari maschi che le femmine sono dotati di corna ornate di anelli e crescono durante tutta la vita dell’animale. Le corna dei maschi possono raggiungere il metro di lunghezza mentre quelle delle femmine, più piccole, sono praticamente diritte.

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Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1351 m - Max : 1843 m

Distanza (m)

 

Consigli

Pericolo caduta sassi nel couloir di Gourette: non fermatevi inutilmente, fotografate e osservate con cautela!