Rando Ecrins

L’Alpe di Villar d’Arêne

3 h
Durata
Facile
Facile
Giro
Giro
7,8 km
Lunghezza totale
439 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi

Departure : Il ponte di Arsine, Villar d’Arêne

Camminata facile per scoprire l’universo alpestre in famiglia, al confine con l’Oisans geografico e l’alto « Briançonnais ».

Nel cuore del vallone dell’Alpe, gli stivaggi raccontano la storia passata e presente della vita pastorale. Il rifugio dà al camminatore un’idea dell’alta montagna e permette, se se ne ha l’occasione, di vivere l’esperienza di una vita in un rifugio in famiglia.

Dal parcheggio della Gravière, seguire il fondo del vallone sulla riva destra passando da un ottimo sentiero che varca il Passo di Anna Falque. Il bivio che divide il camminamento fra i rifugi dell’Alpe e Adèle Planchard è ben segnato. Prendere il cammino che sale a sinistra, incrociare il sentiero dei crepacci vicino alla stazione meteorologica. Poco dopo, lasciare il GR 54 e prendere a destra e continuare sempre dritto fino al rifugio dell’Alpe di Villar d’Arêne. Girare intorno al rifugio passando da destra e scendere fino ad un bivio che sovrasta la Romanche. Girare a destra per ridiscendere sul  « Plan de l’Alpe » e passare successivamente diversi ruscelli fino al sentiero preso all’andata. Riprendere il sentiero leggermente sulla sinistra, che varca il Passo di Anna Falque per tornare al parcheggio.

Accesso

Dalla Grave, prendere la D 1091 in direzione di Villar d’Arêne. Prendere a destra sulla D 207. Al bivio, girare a destra verso Le Palun. Attraversare sul ponte di Arsine e parcheggiare sul parcheggio situato sulla destra.

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dello Briançonnais

Situato ai piedi del borgo medievale fortificata da Vauban, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2008, la Maison du Parc Briançon è un luogo accogliente, e lo scambio di informazioni. Tre piani di esposizione per scoprire: il patrimonio naturale e culturale, il museo della storia dello sci in Briançon. Documentazione, mappe, guide turistiche, libri e prodotti del Parco. Visite guidate per gruppi su prenotazione. Ingresso libero.

Place Médecin-Général Blanchard
05100 Briançon

Sito web - Email - 04 92 21 08 49

Lat: 44.89807, Lng: 6.64312

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Storia
La valle della Romanche, Charles Bertier

Fonte di ispirazione per gli artisti di montagna la Romanche fu soggetto, nel corso degli anni, di molti dipinti. Ispirò a Charles Bertier (1860-1924) la Vallée de la Romanche au Pied-du-Col e Les Fréaux près de La Grave, due oli su tela realizzati nel 1894. Iniziato alla pittura paesaggistica da Jean Achard  e ai paesaggi di montagna dall’abate Guétal, questo artista originario di Grenoble non esitò a piazzare il suo cavalletto sulle più alte cime delle Alpi del delfinato per compiere la sua missione di “far comprendere la montagna” ai contemporanei.

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Fauna
La « gobba » delle marmotte

La marmotta alpina è naturalmente presente sui prati in altitudine. Qui, occupa un luogo singolare che si usa chiamare la « gobba » delle marmotte. Questo roditore ibernante è visibile solo da aprile a ottobre. La marmotta vive in famiglia rispettando una gerarchia. O giochi, la toeletta, le risse ed i morsi assicurano il dominio di una coppia nonché la coesione del gruppo. Ognuno partecipa alla delimitazione del territorio strofinando le sue guancie su delle rocce o deponendo escrementi e orina. Quando c’è un pericolo, la marmotta emette un fischio acuto e potente per avvertire le altre.

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Storia
Vallone dell’Alpe

Gli alpinisti apprezzano da molto tempo il vallone dell’Alpe. Da sempre, fu un luogo di bivacco e di partenza per alcune gare classiche del massiccio degli Ecrins. La prima ascensione della montagna degli Agnelli fu realizzata dalla famosa cordata Coolidge-Almer proprio passando dalla calotta. Subito dopo, il 17 luglio del 1873, realizza la prima traversata del colle della Casse Déserte e l’ascensione della Punta Brevoort alla « Grande Ruine ».

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Flora
Aquilegia delle Alpi

Dissimulata ai piedi di un mazzo di rododendri, incastrata tra un ghiaione e gli inizi di un prato, l’aquilegia della Alpi è una specie poco frequente, il cui fulgore uguaglia la rarità. Non sfioratela, altrimenti perderà tutti i suoi petali. Delle foglioline con strette incisioni, riunite due volte per formare umili foglie,, issano sopra lo stelo alcune giovani gemme ancora lattiginose e magnifici fiori largamente spiegate, frammenti di azzurro spersi nel vegetale. I fiori dell’aquilegia sono gli unici a possedere cinque speroni, estremità di cinque petali fatti a coni, custoditi da cinque sepali a forma di lancia.

Ancolie des Alpes

Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1715 m - Max : 2065 m

Distanza (m)

 

Ulteriori informazioni