Rando Ecrins

Il Salto del Laire

2 h
Durata
Facile
Facile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
9,2 km
Lunghezza totale
515 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Pastoralismo
  • Storia ed architettura

Departure : Prapic → Arrival : Prapic

Una camminata facile in un vallone molto aperto del Drac nero. I pendii erbosi, le praterie da falciatura ed i pascoli sono i luoghi prediletti delle marmotte.

"In questa dolce serata del mese di giugno, attraverso la piattaforma di Charnières. Noto una forma strana in una delle praterie più fiorite. No, non si tratta di una marmotta. Mi avvicino, nascosto dai salici chini sul Dra. Nella perfetta posizione del loto, nudo ma con un pezzo di stoffa che segna il suo rispetto del pudore e delle buone manière, un uomo sta meditando. Un sorriso infantile rischiara il suo viso."

Daniel Briotet, guardia-istruttore nello Champsaur.

Dal parcheggio, all’entrata della frazione di Prapic, salire in direzione delle locande. Al bivio (pannello), prendere a destra. La pista costeggia la riva destra del Drac per arrampicarsi sulla piattaforma di Charnières. All’oratorio, prendere a sinistra per attraversare la piattaforma. Salire i tornanti che portano alla cappella della Saulce. Rimanere sulla riva destra per raggiungere la passerella del Salto del Laire che permette di accedere all’eponimo vallone, meta di questa camminata. Per il ritorno, prendere lo stesso itinerario in senso opposto.

Transport

Linea autobus Gap-Orcières

Accesso

Nel paese di Orcières, prendere la direzione della frazione di Prapic dove si trova il parcheggio.

Ufficio Informazioni

Casa della valle dello Champsaur

Informazioni e documentazione, mostre temporanee. Vendita di prodotti e opere del Parco. Nello stesso spazio, home office turistico di alta Champsaur. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.


05260 Pont-du-Fossé

Sito web - Email - 04 92 55 95 44

Lat: 44.6672, Lng: 6.22795

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Storia
Chiesa di Prapic

Dedicata a Sant’Anna, la chiesa di Prapic è degli anni 1860. Fu costruita in seguito alla richiesta degli abitanti di avere sul posto un luogo di culto, considerando la rigidità dell’inverno e la lontananza della chiesa parrocchiale di Orcières. Su una vetrata del coro, si può ammirare il ritratto di un abitante di Prapic, ovvero « prapicois » : Jean Sarrazin (1833-1914), soprannominato « il poeta dalle olive », un poeta diverso da quello della tomba… Saprete ritrovarlo ?

Détail d'un vitrail de l'église de Prapic
Architettura
Frazione di Prapic

Circondato da orti, da pietraie e da terrazzi falciati, il paese si annida ai bordi del Drac e offre le terre migliori all’agricoltura. La casa tipica è il più delle volte perpendicolare al pendio, basata su un’architettura di raccolta che mostra una grande intelligenza nella sua elaborazione. Dagli intonachi grossolani alla delicatezza delle porte in noce, dai tetti in scisto ai pignoni di ontano intrecciato, è tutto un vocabolario architettonico a ritmare il percorso del visitatore.

Jeunes randonneurs au village de Prapic
Storia
Acqua corrente

L’acqua corrente è arrivata nel 1924 a Prapic. I primi tubi erano fatti di tronconi di un metro di lunghezza, scavati in tronchi di larice. Il loro incastro non doveva portare tutta l’acqua così captata alle sei fontane del paese !

Une des fontaines de Prapic en hiver
Acqua
Il Drac nero

Quest’appellativo è dovuto alla natura dei terreni attraversati : il calcare è più sensibile all’erosione delle rocce metamorfiche della valle di Champoléon (Drac Bianco), rendendo quindi pi`scure le acque del Drac. Balzando di cascate in vasche, aprendosi un varco attraverso gli ontani della ripiselva, il Drac esprime qui la sua natura di torrente di montagna. Trota fario, merlo d’acqua e delicate effimere si svelano all’osservatore attento.

Cincle plongeur
Fauna
Marmotta

Se siete pazienti, avrete probabilmente la fortuna di scoprirla sulla piattaforma di Charnière di cui le piacciono in particolare le praterie, a scapito talvolta dell’agricoltore che deve falciarle. Costituiscono però un fascino innegabile del vallone. Non lasciatevi ingannare dalla loro apparenza bonacciona, sono animali selvaggi che lottano per sopravvivere e le lotte fra maschi sono spesso crudeli.

Marmotte au Saut du Laire
Flora
Prateria da falciatura

Queste praterie naturali non sono mai state arate. Vi si trova quindi tutto un corteo floristico che sboccia liberamente. Da questa diversità botanica deriva una molteplicità di speci di insetti fra cui le farfalle, che vi trovano un ambiente propizio al loro sviluppo. Per di più, il fieno che producono è di alta qualità nutrizionale. Mantenere l’equilibrio di questi ambienti è essenziale.

Gros plan sur une prairie fleurie
Flora
L’asfodelo

L’asfodelo fiorisce sui prati da foraggio. La spiga fiorisce dal basso verso l’alto per tutto il mese di luglio. Per questo motivo si possono vedere dei frutti alla base del peduncolo, mentre i fiori in punta non sono ancora sbocciati. Le foglie lunghe e strette che a inizio primavera si raggruppano alla base dello stelo sono il motivo per cui viene chiamato popolarmente “porro dei cani”.

7-asphodèle_1.jpg
Picolo patrimonio
Muretti e pietraie

Strappare delle terre alle pietre della montagna, ecco la battaglia in cui si sono impegnati i contadini montanari dall’Antichità. Queste pietraie di spietratura sono i testimoni dell’epoca in cui i numerosi bambini ammucchiavano le pietre affinché la famiglia tragga la sua sussistenza dalle terre conquistate. La parcella familiare, delimitata dai muretti, era così pronta ad essere falciata. Il Parc partecipa al mantenimento di questo patrimonio.

Murets et prés de fauche à Charnière
Architettura
Cappella della Saulce

La scorgerete dai primi tornanti nel fondo della piattaforma di Charnières. È caratterizzata dalla sua abside che forma una prua, e che, con la sua massa, protegge dalle valanghe l’unica stanza voltata dell’edificio. Costruita in pietre provenienti dal sito, è murata alla rustica con malta di calce e di sabbia e sassi terrosi presi sul posto. Resiste agli oltraggi del tempo ed ai fenomeni naturali.

La chapelle de La Saulce
Geologia
Rilievo glaciale

Le rocce levigate che troviamo proprio dopo la passerella sono le tracce del passaggio dei ghiacciai del quaternario. Sono fortemente striate da pietre incastonate nel ghiaccio di allora che erano state trascinate dal movimento glaciale. Il fondo del vallone è in piano, sbarrato da una soglia glaciale e questa è un’altra caratteristica del paesaggio modellato dai ghiacciai.

Le Saut du Laire et le Mourre Froid
Pastoralismo
Capanna del pastore del Salto

Protetta dalle valanghe da un masso imponente, questa capanna ripara il pastore da giugno a fine luglio. Per sfruttare la risorsa in erba man mano che cresce, un’altra capanna situata sopra la sbarra che chiude il vallone completa l’attrezzatura dell’alpeggio. Per la quiete del pastore, è preferibile osservare la capanna da lontano.

Alpage du Saut du laire

Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1527 m - Max : 1883 m

Distanza (m)

 

Consigli

Quest’itinerario adatto ai bambini è più piacevole se si evita di partire troppo tardi. Secondo le condizioni meteorologiche, bisogna stare attenti durante la traversata dei pendii ripidi sotto la cappella della Saulce.