Rando Ecrins

Il rifugio di Font Turbat

5 h 30
Durata
Difficile
Difficile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
19,0 km
Lunghezza totale
967 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Punto di vista
  • Rifugio

Departure : Le-Désert-en-Valjouffrey, Valjouffrey

Quest’escursione risale lungo una magnifica vallata plasmata dai ghiaccai e finisce al rifugio ai piedi della faccia nort-ovest dell’Olan.

Numerose cascate adornano il percorso tra cui la cascata della Ferrière, anche detta « cascade de la Pisse ». Fra ghiaioni e vegetazione rasa composta di ginepri, eriche, la magnifica vista sul punto culminante del territorio del Valbonnais, l’Olan a quota 3563, nonché l’accoglienza al rifugio, saranno i premi di questa lunga « randonnée ».

Dal parcheggio all’entrata del « Désert-en-Valjouffrey », attraversare il paese prendendo la direzione est. Tagliare il GR54 varcando il ruscello della Laisse : permette di accedere a sinistra al colle di « Côte Bell » e a destra al colle della Vaurze. Prendere il cammino largo che costeggia la prateria e sulla riva destra della Bonne che dà accesso alle porte del « Parc national des Ecrins » (cartelli informativi). Sopra la Cascata della Pisse, continuare sul sentiero che si innalza seguendo sempre il fondo del vallone, in mezzo ad una vegetazione abbastanza rasa tipica delle roccalgie. Alla svolta del cammino, la cima dell’Olan appare. Passare vicino alla capanna del Châtellerat. Continuare fino al rifugio di « Font Turbat ». Tornare dallo stesso itinerario.

Transport

Nessun servizio trasporti alla partenza dell’escursione.

Accesso

Dal comune di Entraigues, prendere la D117 fino alla frazione « Le Désert-en-Valjouffrey ».

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dello Valbonnais

Reception, informazioni, sala mostre temporanee, sala di lettura e di video-proiezione su richiesta. Shop: prodotti e le opere del Parco. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Place du Docteur Eyraud
38740 Entraigues

Sito web - Email - 04 76 30 20 61

Lat: 44.90153, Lng: 5.9496

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Storia
« Le Désert-en-Valjouffrey »

Né sabbia, né terre desolate, il nome « Désert » proviene dalla parola « essarter » (debbiare un terreno dopo il diboscamento » che significa « deforestare » allo scopo di aprire una radura. Quest’operazione di « essartage » era necessaria per l’insediamento dei paesi e per lo sviluppo dell’agricoltura di montagna. Ai giorni nostri, il « Désert » una delle poche frazioni di alta quota abitata tutto l’anno malgrado la rigidità del clima di montagna.

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Savoir-faire
Praterie da falciatura

Tutte queste praterie dove l’erba è falciata sono state recuperate col tempo, ritirando le pietre che sono state ammucchiate in pietraie, che qui vengono chiamate «clapiers ». Questi mucchi di pietre fanno da limite alle parcelle e proteggono le culture dai greggi.

Fauna
Luì veloce

Uccello che si sente ma non si vede, il luì veloce viene soprannominato il contatore di scudi. Il suo canto, molto facile da riconoscere, evoca il rumore delle monete d’oro che cadono nella cassetta quando si contano gli scudi uno per uno. Di un verde-marrone ad un grigiastro sulla parte superiore, il suo piumaggio è bianco sporco sulla parte inferiore, camosciato sul petto, con un sopracciglio pallido poco visibile.

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Geologia
Valle glaciale

La alta valle della Bonne, o « Font Turbat », è una valle glaciale tipica a forma di trogolo con dei cordoni morenici a segnare le tappe del ritiro del ghiacciaio. Dei ripiani o spallamenti glaciali sono sospesi sopra il trogolo, largo ai 500 ai 600m, ed i cui fianchi ripidi dominano delle falde di ghiaioni e dei coni di deiezione (ammasso di cocci trasportati dall’acqua). Termina a monte con un vasto circo ai piedi dell’imponente parete rocciosa dell’Olan (3 564m) orlata al suo piede dal ghiacciaio nero della Maye. Durante l’ultima ghiacciazione del Würm, più di 10 000 anni fa, i due ghiacciai di « Font Turbat » e della Maye si congiungevano ed alimentavano una potente lingua glaciale nella valle della Bonne. Ha plasmato la valle a forma di trogolo raschiando e levigando le sue pareti rocciose nel granito. Le morene più basse, ammasso di cocci rocciosi trasportato dai ghiacciai, si trovano nei pressi della capanna di Châtellerat.

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Flora
Barba di Giove a ragnatela

Foglie spesse organizzate a piccoli rosoni stretti, puntano verso il cielo un intreccio di peli bianchi abbastanza simili alle trappole tessute da alcuni ragni. Non meno conquistatrice del rododendro, la barba di Giove a ragnatela è adatta per resistere alla siccità. Il rosone principale ed i rigermogli più piccoli, raggruppati bene, costituiscono una vera riserva in acqua che le foglie carnose stoccano a meraviglia.Inoltre, sviluppa molteplici forme di peluria che recuperano la ruggiada.

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Flora
Rododendro

Soprannominato la rosa del diavolo, il rododendro ferruginoso ha la capacità di sistemarsi in mezzo ai blocchi e dalle rocce, laddove la terra è rara. Si ostina a mantenere per tutto l’inverno le sue foglie rigide, lucide, verde scuro sulla parte superiore, e ruggine sulla parte inferiore, di cui il suo nome. Ogni anno, tra la fine del mese di luglio e l’inizio di agosto, i suoi rami si coronano di un mazzo di fiorellini di un rosa purpureo.

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Fauna
Apollo

Grande farfalla bianca poco timorosa, dalle macchie rosse e nere, l’Apollo è facile da vedere sin da metà giugno fino a fine luglio. Depone le uova sul sedo bianco, pianta perenne dai fiori bianchi che vive nei ghiaioni e le pietraie. L’apollo maschio nasce molto prima della femmina e la aspetta pazientemente per procreare. Va sottolineato che è protetto a livello nazionale : la sua cattura, il suo trasporto e la sua destruzione sono quindi vietati.

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Fauna
Merlo d’acqua

Più facile da osservare del luì veloce, il merlo d’acqua vive lungo i fiumi ed i torrenti di montagna. Uccellino rosso e grigio, dalla coda corta, ha il becco sfilato, una macchia bianca dal mento al petto. Questo sorprendente passero ha la particolarità di camminare in fondo all’acqua a controcorrente, alla ricerca di cibo. Si appiattisce e si aggrappa al fondo con le dita, apre gli occhi, protetti dall’onda da una membrana sottile e localizza quindi vermi, larve, piccoli crostacei e pesci.

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Acqua
Cascata della Pisse

Nato nelle alte terre cristalline, il torrente rimbalza da una cascata all’altra fino a quella della Pisse di un’altezza di 40m.

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Fauna
Lepre variabile

Le lepri che vi osservano sono numerose, siano esse variabili o bianche ; il contrario è raro. Marrone in estate, bianca in inverno, la lepre « blanchon » è naturalmente presente in tutte le Alpi. Alla stregua della lepre europea, dalla quale si distingue con un’altezza più piccola, una coda bianca e orecchie più corte, lascia nella neve delle impronte a Y dovute al fatto che si sposta a sbalzi (riporta le zampe posteriori davanti a quelle anteriori). D’altronde, a tradire il suo passaggio sono spesso le sue impronte ed alcune sue cacchine tonde e secche. Le sue larghe zampe pelose sono vere e proprie ciaspole che le permettono di rimanere alla superficie della neve, anche se polverosa.

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Fauna
Lucherino degli ontani

Il lucherino degli ontani si nutre principalmente di semi di ontano, di larici e di conifero, ed annida quindi solo nelle foreste di coniferi delle montagne del nord delle Alpi, nel periodo della riproduzione. Il maschio, più colorato della femmina, si distingue dalle sue piume di un verde-giallo vivace, dalla sua fronte nera e dal suo pettorino sotto il becco. In inverno, lo si può osservare spesso, a volte in bande importanti, scese dai monti alla ricerca di cibo.

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Fauna
Merlo dal piastrone

Il merlo dal piastrone è facile da identificare perché indossa il piumaggio del merlo nero, ma si distingue da quest’ultimo per un grosso piastrone sul petto, dei bordini chiari sulle piume delle ali e del ventre. Insetti, cavallette, vermi e bacche fanno parte del suo menù. Questo merlo di montagna, selvatico, dal volo rapido, abita al limitare delle foreste di larici, di pini silvestri, di epicee e di pini cembri, da quota 1 000 a quota 2 500. Presente nei massicci montuosi, annida nei rami bassi o il tronco cavo di un albero, in una fessura della roccia o di un edificio. Essenzialmente migratore, il merlo dal piastrone sverna in Spagna o in Africa del nord, e torna nelle Alpi sin dai primi di marzo.

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Fauna
Volpe rossa

In realtà, «renart » è un « goupil ». La fama del suo « romanzo », creato nel dodicesimo secolo, è così grande che il suo nome è diventato il nome della specie. « Renart » , poi diventato « Renard », è un cavaliere furbo e che sa sbrogliarsela, che ridicolizza il chiero e chiama in causa quelli che hanno in mano il potere ma sono incapaci di provvedere ai bisogni del popolo. Li prende allegramente e a volte crudelmente in giro . Altro riferimento culturale, Jean de la Fontaine diede una parte a « Maître Renard » in più di venti favole.

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Rifugio
Capanna di Châtellerat

Nel 1908, la capanna pastorale del Châtellerat viene sommariamente edificata dal comune di Valjouffrey. Distrutta diverse volte dalle valanghe, ha comunque ospitato numerosi alpinisti. Viene ricostruita nel 1921, in un luogo meno esposto e già delle idee di un « vero » rifugio cominciano a farsi strada nelle menti.

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Cima
« Pic de l'Olan »

Il 29 giugno del 1877, Coolidge, con Chistian Almer padre e figlio, realizzano la prima ascensione del picco dell’Olan. Il 5 agosto del 1980, Cust, con Pierre Gaspard e Roderon aprono il crinale nord. A quell’epoca, il bivacco è ancora obbligatorio al fondo del vallone della Bonne.

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Fauna
« Vespère de Savi » (Hypsugo savii)

Piccola, con un pelame abbastanza contrastato, ventre bianco sporco e dorso marrone dorato, il « Vespère de Savi » si riconosce dalle sue membrane nere, dal suo muso abbastanza appuntito, e dall’estremità della sua coda, di cui alcune vertebre vengono fuori dall’ « uropatagium », membrana di pelle che si trova fra le due zampe posteriori. Di natura tranquilla, questo pipistrello è una specie rupestre piuttosto meridionale anche se può raggiungere le alte quote, a più di 3 000m.

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Fauna
Pipistrello comune

Marrone dalle orecchie abbastanza corti, il pipistrello comune ed il pipistrello pigmeo disputano il titolo del pipistrello più piccolo d’Europa. Si incontra il pipistrello comune in ambienti ecologici molto diversi, sopra i 2.000m di altitudine. Sin dall’epoca di Jules Ferry, i libri di testo vantavano i meriti dei pipistrelli. Infatti, insettivori, mangiano ogni giorno il quarto o il terzo del loro peso in zanzare ed altri insetti? Emettono ultrasuoni inaudibili all’orecchio umano ma che ossono essere rivelati da un capatore. Questa tecnica gli permette di identificarsi durante spostamenti notturni e di catturare le loro prede. Le si può notare intorno ai riverberi, mentre cacciano insetti volanti attratti dalla luce.

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Rifugio
Rifugio di Font Turbat

Durante l’estate del 1923, la guida Célestin Bernard s’incarica dei lavori di costruzione del rifugio di Font Turbat. Alcuni grandi nomi dell’alpinismo vi sono associati, come Guery, Ripert, Frendo, Fourastier, Boell, venuti ad esplorare le montagne del valjouffrey. Nel 1934, Devies e Gervasutti tracciano un itinerario storico nella parete nord-ovest del picco dell’Olan ; 22 anni più tardi, la via diretta Couzy-Desmaison (ED), viene aperta a sinistra della precedente, sormontando la parte più ripida della faccia. La costruzione del rifugio nella sua concezione attuale, è del 1962. Viene ingrandito e ristrutturao negli anni 1996-1997.

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Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1247 m - Max : 2178 m

Distanza (m)

 

Ulteriori informazioni