Rando Ecrins

Il rifugio del Châtelleret

5 h
Durata
Media
Media
Andata e ritorno
Andata e ritorno
12,3 km
Lunghezza totale
540 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Rifugio
  • Storia ed architettura

Departure : La Bérarde, Saint-Christophe-en-Oisans

Bell'itinerario che permette di accedere ai piedi della faccia sud della Meije senza difficoltà.

Questa salita è l’occasione di scoprire innanzitutto la magnifica morena del vallone di Bonne-Pierre e la faccia ovest degli Ecrins. Poi, dopo una traversata nei ginepri ed i rododendri, il paesaggio si apre sulla faccia sud della Meije e le cime del Râteau.

Raggiungere la « Maison de la Montagne » all'estremità del paese e prendere il sentiero che si innalza con qualche tornante nella foresta di pini. Arrivati sul ripiano (entrata nel cuore del parco), proseguire nel vallone varcando la passerella sul torrente di Bonnepierre e raggiungereil « Plat des Etançons », per osservare la faccia ovest della « Barre des Ecrins ». Il sentiero prosegue in piano nel vallone. Dopo la confluenza del vallone di Plaret Gény lasciato sulla sinistra, il rifugio appare in lontananza, discreto nei blocchi di pietra, la Meije 3983m e « Le Râteau » si impongono nel fondo del vallone. Rimanere sul sentiero segnalato per raggiungere il rifuguo del Châtelleret a quota 2232. Tornare dallo stesso itinerario.

Transport

Fermata pullmann : La Bérarde

Accesso

A partire dal Bourg-d’Oisans, prendere la D1091 poi la D530 in direzione della Bérarde (34km). Strada stretta a partire dalla frazione di Champhorent, chiusa in inverno.

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dell'Oisans

Video di presentazione delle risorse naturali della montagna Oisans e l'artigianato. Informazioni, informazioni sul parco, proiezioni, angolo lettura per i bambini. Accessibile alle persone con mobilità ridotta. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Rue Gambetta
38520 Le Bourg d'Oisans

Sito web - Email - 04 76 80 00 51

Lat: 45.0555, Lng: 6.0282

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Storia
Frazione della Bérarde

La Bérarde è una frazione rappresentativa della storia dell’alpinismo e del suo corollario, lo sviluppo turistico delle valli. Una strana mescolanza di edificio per l’accoglienza e di commerci, esempi modesti ma significativi delle epoche successive degli impianti turistici su un sito emblematico della storia di questa valle.

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Geologia
La faccia sud della Meije

A monte del rifugio del Châtelleret, numerosi massi rocciosi sembrano provenire dalle pareti laterali degli Etançons. In realtà vengono dal fondo del vallone. Negli anni 1960, tre frane successive hanno segnato tutto il vallone degli Etançons. Una di loro si portò via una parte della breccia Zsigmondy e le altre due provenienti dalla Meije orientale. Durante il suo sollevameto, il massiccio cristallino degli Ecrins ha subito importanti fratture che rimangono visibili sulle alte vette intorno alla Bérarde. Dato che la rete di diaclasi (fessure) è poco densa sulla Meije, quando i blocchi si staccano dalle pareti, il fenomeno si traduce da frane che ricoprono il vallone di blocchi voluminosi. Si nota sulla faccia sud della Meije un basamento di granito sormontato da una corona più scura di gneiss. Il contatto fra queste due nature di roccia viene sottolineato da una cengia che si segue molto bene nel paesaggio della base del ghiacciaio Carré al Pavé, passando dalla Meije orientale.

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Storia
Rochers à la Bérarde, Laurent Guétal

Des alpages aux glaciers, Laurent Guétal parcourt la Chartreuse, Belledone, l'Oisans, et réalise en chemin des études lui permettant d'exécuter ensuite des toiles comme Rochers à La Bérarde. Très tôt considéré comme un des principaux peintres de paysages dauphinois de la seconde moitié du XIXe siècle, il transmet sa passion de la montagne à de nombreux élèves. Parmi eux, se trouve Ernest Hareux, à qui cette oeuvre est dédiée. Rencontré dans la Creuse, ce dernier viendra s'installer à Grenoble vers 1880 et remontera avec Laurent Guétal les vallées de la Romanche et du Vénéon, où il produira ses meilleures oeuvres.

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Flora
Cavolo di Richer

Il cavolo di Richer è una pianta endemica che si trova solo in una piccola regione situata in un triangolo Mercantour-Ecrins-Vanoise. Colonizza i ghiaioni di granito. Le sue foglie sono azzurrate, ne esce fuori uno stelo di fiori di un giallo pallido. Anche se non è grassoccio come il cavolo dell’orto, la stessa pruina (specie di polvere dall’aspetto ceroso) si ritrova sulle sue foglie ; Il suo nome proviene dal fondatore del giardino botanica di Montpellier Richer de Belleval la cui fama fu grande nel Cinquecento.

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Flora
Epilobio delle morene

L’epilobio delle morene si drizza vicina ai ghiacciai, nei ghiaioni e nel letto sassoso dei torrenti. Dopo un seppellimento in un ghiaione, sviluppa lunghi e abbondanti stoloni (lunghi steli senza foglie) che gli permettono di riapparire più in là. L’epilobio delle morene fiorisce tra luglio e settembre.

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Flora
Adenostile dalle foglie bianche

Quest’adenostile cresce tra 1900 e 3100m di altitudine, dove colonizza i ghiaioni cristallini fino al bordo dei nevati e dei ghiacciai. A volte si insinua tra i blocchi per trarre vantaggio dell’umidità creata dalle differenze di temperatura tra il giorno e la notte, molto importanti in questi luoghi. Il Crisomelido apprezza particolarmente il vitto e l’alloggio dell’adenostile. Questo piccolo insetto dal carapace di un azzurro luccicante che a volte diventa verde, abbonda sulle foglie di cui si nutre senza però mettere la pianta in pericolo.

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Rifugio
Rifugio del Promontoire

Il rifugio del promontorio si trova al fondo del vallone degli Etançons e può essere visto dal Châtelleret. Nel 1901, una capanna di legno (situata più in alto) fu sistemata ai piedi della via, sul costone del Promontoire a quota 3092 ai peidi della faccia sud della Meije. Questo riparo dall’apparenza fragile offrì per molto tempo un rifugio agli alpinisti alla ricerca di questa prestigiosa vetta : la Meije, la Barre e la cima del « Dôme des Ecrins ». Se il tetto non cede alle raffiche di vento, la porta, invece, è spesso bloccata dalla neve. Eppure la capanna resiste a tutte queste intemperie. Trascorsero più di 60 anni prima della costruzione di un nuovo rifugio più grande e più comodo nel 1966. In quell’occasione, un montacarichi fu usato per portare il materiale depositato al « campobase » con un elicottero.

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Rifugio
Rifugio del Châtelleret

Nel 1882, un edificio molto semplice, fatto di un’unica stanza, fu costruito dal CAF nel posto esatto in cui Gaspard ed i suoi compagni bivaccarono. Questo rifugio pioniere aveva come funzione di garantire la sopravvivenza e la protezione contro le intemperie per gli alpinisti. Fatto di larghi muri di pietra, foderato di legno all’interno, divenne rapidamente troppo esiguo e la base del rifugio attuale fu costruita nel 1957. Dopo il suo ingrandimento negli anni 80, offer oggi 68 posti-letto e l’accoglienza degli escursionisti per una pausa in giornata. Oggi, il nome della famiglia Paquet de saint-Christophe viene associate alla storia di questo rifugio da più di 40 anni.

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Storia
Luoghi sacri dell’alpinismo

Il vallone degli Etançons è la partenza di numerose gare di alta quota, breccia e traversata dei crinali della Meije, « cole des Ecrins », « pic nord des Cavales », « Le Râteau », ecc. Boileau de Vastelnau, accompagnato da Pierre Gaspard, realizzò la prima ascensione della Meije nell’agosto del 1877, chiudendo così sette anni di un’aspra gara. Questa prima, rubata agli inglesi, sarà il simbolo dell’inizio dell’alpinismo e del truismo nell’Oisans. Infatti, a quell’epoca, il massiccio era ancora poco consociuto, la strada non arrivava fino alla Bérarde. Solo alcuni cacciatori di camosci e rari alpiniste esploravano questa valle selvatica e profonda.

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Storia
Alpinismo alla Bérarde

Il massiccio degli Ecrins cominciò a suscitare l’interesse degli alpinisti solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. A parte l’ascensione del Pelvoux ne 1830 dal Capitaine Durand, furono i britannici ad iscrivere il proprio cognome su molte vette. Coolidge rimarrà senz’altro il più grande scopritore di cime vergini tra il 1870 e il 1886, con poco meno di 53 ascensioni al suo attivo ! La cima culminate del massiccio, « Lz Barre des Ecrins » (quota 4102), fu conquistata nel 1864 da Moore e Whymper. Rimaneva la Meije, che alcuni consideravano come inaccessibile…

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Storia
Inizi dell'alpinismo

Gli inizi dell’alpinismo sono legati a quello del turismo in montagna. Il sito di Chamonix fu il primo a suscitare l’interesse di due “turisti” inglesi, William Widam e Richard Pococke. Nei salotti europei, la montagna divenne progressivamente un fenomeno di moda. Le popolazioni locali si adattarono quindi alla domanda : gli abitanti, che conoscevano a memoria la loro montagna, completavano la loro attività pastorizia diventando guide di montagna. Nel 1786, due abitanti di Chamonix, Docteur Paccard e Jacques Balmart, raggiunsero la cima del Monte Bianco. L’anno dopo, la conquista delle vette giovò ad un progetto scientifico (osservazione fisica, rilievo topografico del massiccio). Nasce quindi l’alpinismo. Nel 1874, il primo « Club alpin français » fu fondato da Adolphe Joanne (geografo), Georges Hachette (editore) e Eugène Viollet-le-Duc (architetto).

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Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1717 m - Max : 2214 m

Distanza (m)

 

Consigli

In casi di affluenza importante, è possibile parcheggiare all’entrata del paese, proprio prima del ponte.

Ulteriori informazioni

Marcature
  • Marcature PR PR