Rando Ecrins

Il rifugio del Carrelet

3 h
Durata
Facile
Facile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
7,9 km
Lunghezza totale
269 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Flora
  • Rifugio
  • Storia ed architettura

Departure : La Bérarde, Saint-Christophe-en-Oisans

« Randonnée » familiare lungo il Vénéon che si addentra nel cuore del massiccio e permete di scoprire un panorama alpestre.

Al fondo di un vallone sassoso, questo cammino risale alle origini del Vénéon e sbuca sul « plan du Carrelet ». Il verdeggiare di questo « plan » spicca sulla falesia scoscesa dell’Ailefroide che domina il rifugio con i suoi 2000 metri di dislivello. Questo sentiero è stato oggetto di importanti lavori di restauro dalle squadre del Parc national, affinché fosse accessibile per il piacere degli escursionisti.

Prendere il sentiero sia al al fondo del parcheggio sul bordo del torrente del Vénéon, sia nel paese, passando davanti alla casa della montagna. L’itinerario costeggia la riva destra del Vénéon varcando diversi torrenti secondari attrezzati di passerelle per arrivare al rifugio del Carrelet. La sistemazione di una pavimentazione di pietre in alcuni punti del sentiero ha permesso di lottare contro l’erosione dovuta al passaggio degli escursionisti ed allo scorrere dell’acqua. Il ritorno si fa passando da questo stesso itinerario.

Transport

Fermata autobus : La Bérarde

Accesso

A partire dal « Bourg d’Oisans », prendere la D1091 poi la D530 in direzione della Bérarde (34km). Strada stretta a partire dalla frazione di Champhorent, chiusa in inverno.

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dell'Oisans

Video di presentazione delle risorse naturali della montagna Oisans e l'artigianato. Informazioni, informazioni sul parco, proiezioni, angolo lettura per i bambini. Accessibile alle persone con mobilità ridotta. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Rue Gambetta
38520 Le Bourg d'Oisans

Sito web - Email - 04 76 80 00 51

Lat: 45.0555, Lng: 6.0282

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Storia
Frazione della Bérarde

La Bérarde è una frazione rappresentativa della storia dell’alpinismo e del suo corollario, lo sviluppo turistico delle valli. Una strana mescolanza di edificio per l’accoglienza e di commerci, esempi modesti ma significativi delle epoche successive degli impianti turistici su un sito emblematico della storia di questa valle.

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Storia
La Bérarde en Oisans..., Laurent Guétal

Du hameau de la Bérarde, il est possible de remonter le long du Vénéon pour parvenir jusqu'au refuge de la Pilatte. C'est probablement l'itinéraire qui inspira Laurent Guétal (1841-1892) pour son tableau La Bérarde en Oisans et la vallée de la Pilatte. Passé quarante ans, l'artiste parcourt inlassablement la Chartreuse, Belledone et l'Oisans. Considéré comme un des principaux peintres de paysages dauphinois de la seconde moitié du XIXe siècle, il transmettra sa passion de la montagne à de nombreux élèves, et notamment à Edouard Brun et Charles Bertier.

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Flora
Trifoglio sassaiolo

Questo piccolo trifoglio raro colonizza le morene e ghiaie crystalline come alla confluenza del Vénéon con la Romanche fino al Vallone del Chardon. Di un colore biancastro o rosastro, i suoi fiori sono molto piccoli e portano peli bianchi che gli danno un aspetto lanuginoso.

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Storia
Premesse di un Parco nazionale nel 1913

All’inizio del Novecento, nasce la necessità di proteggere i versanti montuosi dell’Alto Vénéon per limitare l’erosione dei suoli e le piene torrenziali subiti dalla Romanche e dal suo affluente, il Vénéon. La deforestazione e lo sfruttamento pastorale sono in causa a quell’epoca. Nel 1913, dopo lunghi negoziati, lo stato compra circa 4000 ettari di terrani al comune di « Saint-Christophe-en-Oisans », per farne un « Parc national ». Lo sviluppo del turismo e dell’alpinismo, con l’impulso dato dl CAF e dal Touring Club de France a partire dalla seconda metà dell’Ottocento in questo settore dell’Oisans non è certo estraneo a questa decisione. L’ispettore delle “Eaux et Forêts” scrive all’epoca che la creazione del Parco recherà “vantaggi per il commune di Saint-Christope nonce per lo sviluppo del turismo nel Daupiné”. Questo Parco novatore all’epoca non si appoggia a nessun testo di legge né regolamentazione, il che provoca alcune imprecisioni come lo indicano i diversi nomi usati (Bérarde, Oisans, Pelvoux, ecc.).

Storia
Estensione e limiti del primo « Parc national »

A livello locale, il nome « Parc de la Bérarde » viene evocato . L’amministrazione usa talvolta il nome di « Parc national de l’Oisans », fino all’acquisto di nuove parcelle a Pelvoux nel 1923 (valle di Celse-Nière, ghiacciaio nero, ghiacciao bianco). L’appellazione di questo Parc che riguarda ormai i diversi versanti del massiccio del Pelvoux, diventa allora « Parc national de Pelvoux ». L’estensione del Parco al territorio del Valgaudemar viene realizzato nel 1924, portando così la superficie dell’insieme a quasi 13.000 ettari. Nel 1955, una riserva nazionale di caccia viene create sul perimetro del Parco nazionale del Pelvoux. Malgrado l’azione dei forestali, il dopoguerra non è un periodo favorevole per il « Parc national du Pelvoux » che conosce dei limiti : pochi finanziamenti, assenza di una struttura di gestione, e inesistenza pressoché totale di lavori scientifici. Il « Parc national des Ecrins » nasce il 27 marzo 1973 nell’ambito della legge del 1960, creando così un vero statuto dei Parchi nazionali francesi.

Storia
Controllo, conoscenza e sfruttamento razionale del Parco della Bérarde

Il conservatore delle « Eaux et Forêts » di Gap si preoccupa per il controllo di questo Parco e suggerisce che vengano assunte delle guide del paese come guardie ausiliari. « Questi bravi alpinisti darebbero una mano per il controllo della caccia, dato che il Parco dovrebbe essere una riserva di camosci di prim’ordine, dovranno aiutare il servizio forestale per lo studio ed i lavori da fare nel Parco ». Due posti vengono creati nel 1927. Negli anni 1910, la domanda di reinserimento di due Stambecchi delle Alpi presso l’amministrazione italiana rimane senza esito. Nel 1913, un’autorizzazione di trasporto di urogalli provenienti dal Belgio viene consegnata senza che si sappia al giorno d’oggi se gli uccelli furono o meno rilasciati nel massiccio.

Storia
Privilegiare la natura

Nei primi anni, il principio di lasciare che la natura faccia la sua opera prevale di fronte alle domande di rimboscamento in larici e pini cembro di alcuni forestali. Malgrado tutto, dopo la seconda guerra mondiale, dei terreni verranno restaurati tramite rimboschimento nel Parco e nella sua vicina periferia. La presenza dei visitatori non è mai stata esclusa e l’amministrazione forestale realizza delle pianificazioni turistiche. Si tratta principalmente di opere legate all’alpinismo come l’apertura ed il restauro di sentieri alla stregua di quelli che permettono l’accesso ai rifugi di Temple-Ecrins, la Pillate e Gioberney. Delle sovvenzioni vengono anche concesse per la costruzione di rifugi.. La strada da Ailefroide fino al « Pré de Madame Carle » viene aperta negli anni 1937-1938 a scopo turistico.

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Storia
La Vallée de la Pilatte, Laurent Guétal

Très tôt tourné vers la peinture de la nature, Laurent Guétal consacre à la montagne les dernières années de sa vie et ce sont les oeuvres peintes durant cette période qui firent sa popularité. Parmi elles, on trouve le Lac de l'Eychauda (1886), la Vallée d'Entraigues (1887) ou la Vallée de la Pilatte, tableau qu'il présente au Salon en 1888. Il est le premier a montré le vrai visage des Alpes dauphinoises, massif encore mal connu à l'époque.

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Storia
La creazione del « Parc national des Ecrins »

Lucien Devies, presidente della Federazione francese della Montagna ed ex-presidente del CAF scrive un’arringa nella rivista del dicembre del 1963 del CAF per la creazione di un « Parc national dans le Haut-Dauphiné », sul perimetro del massiccio degli Ecrins. L’amministrazione dello stato dà quindi il cambio. Però, il progetto di Parc nei Pirenei impegna gli agenti. Bisogna quindi aspettare il 1969 ed un ulteriore intervento di Lucien Devis (sempre con l’intermediario della rivista del CAF) perché il progetto venga lanciato. Una missione di studio viene affidata a Florent nel 1971. Dopo diverse fasi di consultazione e di concertazione con gli eletti locali, il decreto recante la creazione del « Parc national des Ecrins » viene firmato il 27 marzo del 1973, su una superficie di 91.800 ettari protetti. Si tratta del quinto «Parc national » ufficialmente creato. Ne seguiranno altri : nel 2013, la Francia annovera 10 Parchi nazionali.

Acqua
« Haut Vénéon »

È in questo vallone che il torrente del Vénéon nasce, dando il suo nome alla valle. In autunno, poi in inverno e in primavera, le acque del Vénéon prendono uno splendido colore secondo la luce del giorno. Questa tinta così particolare si spiega dalla forte mineralizzazione che satura l’acqua e rinvia i raggi luminosi. Infatti, sotto l’azione dello scioglimento delle nevi, l’acqua scorre da ogni lato e liscivia delle fini particelle di silice più o meno colorate e in parte sciolte. Basta raccogliere un po’ di quest’acqua e lasciarla evaporare per notare un deposito dalla tessitura molto fine, la farina glaciale.

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Fauna
Azzurrino del serpollino

Questa farfalla dalle ali azzurre macchiettate di nero frequenta le praterie montanare ed affida alle formiche il compito di crescere i suoi bruchi. Depone le uova sulla pianta che la ospita, il serpollino, i cui bottoni floreali nutrono il bruco finché non si lascia cadere in terra. Le formiche Myrmica danno allora il cambio. Sono attratte dal miellato prodotto dal bruco e lo trasportano fino al formicaio per mungerlo. Il bruco diventa carnivoro e si nutre di giovani larve di formiche senza esserne molestato. Sverna in questo modo fino a primavera. Una volta giunta a maturità, muta in crisalide nel formicaio. La farfalla si apre ed esce rapidamente per garantire la riproduzione della specie.

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Punto di vista
Conquista dell’Ailefroide

Per la sua vastità, la sua altezza, la sua ripidità, la conquista della faccia nord-ovest dell’Ailefroide (vista impressionante sulla faccia nord-ovest di Ailefroide che domina il « plan du Carrelet » a quota 3.954) è paragonabile alla famosa faccia nord delle « Grandes Jorasses » secondo Devies. La prima ascensione fu realizzata dalla cordata Devies e Gervasutti i 23 e 24 luglio del 1936. Durante la camminata di approccio a partire dal rifugio di « Temple-Ecrins », Gervasutti si ruppe una costola, il che non gli impedì di realizzare questa prima prestigiosa.

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Flora
Pineta di pini mugo

La pineta di pini mugo del Carrelet viene giustamente considerata come una delle più alti d’Europa. Infatti, occupa il versante fino a quota 2.400. Si sviluppa anche verso il basso dagli anni 1970, quando l’attività pastorale bovina del Carrelet cessò. Progressivamente, la prateria è stata colonizzata da una landa da ginepro nano, che favorisce l’insediamento del pino mugo.

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Flora
Pino mugo

Il pino mugo è un’essenza di alta quota. Si incontra quest’albero sui versanti soleggiati fino a quota 2.450. Se può raggiungere localmente i 15m di altezza, diventa però più corto e tortuoso, anzi cespuglioso, quando le condizioni sono rigide. Il suo radicamento è resistente, è una specie molto frugale che sopporta un periogo di vegetazione molto breve, freddi intensi, la neve, la siccità, la luminosità di alta quota, il vento, il ghiaccio. Può essere utilizzato come essenza da rimboschimento in alta quota, allo scopo di proteggere alcuni terreni e di lottare contro gli inizi di valanghe.

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Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1718 m - Max : 1906 m

Distanza (m)

 

Consigli

In caso di forta affluenza, parcheggio possibile all’entrata della frazione proprio prima del ponte.

Ulteriori informazioni

Marcature
  • Marcature PR PR