Rando Ecrins

Il lago Gary per le Vet

9 h 30
Durata
Difficile
Difficile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
16,9 km
Lunghezza totale
2155 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Lago e ghiacciao
  • Pastoralismo
  • Punto di vista

Questo itinerario segnalato è l’unico che permette di accedere al magnifico lago Gary, situato in questa apparente cittadella che è il massiccio dell'Arcanier.

L’itinerario parte dal punto più basso del territorio del Parco nazionale, a 800 m di quota. Questa passeggiata, lunga e impegnativa, permette di attraversare tutti i livelli della vegetazione alpina. L’ascensione lungo la Tête du Vêt e attraverso la Brèche de Gary offre scorci panoramici su gran parte degli Ecrins, sul Devoluy, il Vercors e il Grand Armet. 

Dal parcheggio della chiesa di Entraigues seguire la strada per Valjouffrey fino all’ultimo giardino e imboccare il sentiero a sinstra segnato “Vet-lac Gary”. Il  sentiero costeggia un torrente che arriva da la Combe de la Drayre per poi inerpicarsi in un traverso su una pietraia e snodarsi su una fascia rocciosa. Il sentiero attraversa dapprima un bosco di faggi, poi  raggiunge e si inoltra nel valloncello di Roberts, guadagnando costantemente quota sul lato destro. Alla biforcazione Jas des Agneaux / Cabane du Vêt-Lac Gary la pendenza si abbatte. Girare a destra e seguire il sentiero balcone che entra nella valle del Vêt per raggiungere la baita dell’alpeggio. L’itinerario segue la riva sinistra del ruscello e raggiunge un sentiero proveniente da Drayes dal Col Blanc, che si snoda sul ripido ghiaione sotto la breccia ben definita dell'Arcanier. Dalla breccia di Gary scendere fino al lago che si trova su una terrazza proprio di fronte alla cima della valle di Valjouffrey. Ritorno per lo stesso itinerario dell’andata. 

Transport

Fermata dei bus a Entraigues 

Accesso

Dalla N85 prendere la D526 in direzione di Entraigues. 

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dello Valbonnais

Reception, informazioni, sala mostre temporanee, sala di lettura e di video-proiezione su richiesta. Shop: prodotti e le opere del Parco. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Place du Docteur Eyraud
38740 Entraigues

Sito web - Email - 04 76 30 20 61

Lat: 44.90153, Lng: 5.9496

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

Cliccare per interagire con la mappa

Sul percorso...
Flora
Flora dei ghiaioni

La flora dei ghiaioni cristallini di bassa altitudine è adatta alle temperature molto elevate dovute non solamente al sole ma anche alla struttura del suolo. Qui, le pietre scure si sono accumulate nel pendio, orientate come pannelli solari a formare un insieme propizio allo stoccaggio dell’irraggiamento. Le rose di macchia di ogni tipo, gli arbusti spinosi ed i cardi sono abituati a questo ambiente, ma anche la silene armeria e la jasione montana.

Un grand apollon sur une jasione des montagnes
Fauna
Lucertola verde e lucertola delle muraglie

Due varietà di rettili a zampe soggiornano vicino al sentiero. Rapidi come il lampo, questi piccoli sauri evitano la vostra presenza pur segnalando la loro. Uno di loro, lungo una trentina di centimetri, impressiona con la sua misura ed il suo abito di un verde azzurrato ; è la lucertola verde. Un altro, rossiccio, molto più piccolo e molto comune, ha un nome che gli si addice perfettamente : è la lucertola delle muraglie. Ambedue vivono principalmente di insetti e svernano durante la stagione fredda.

Un lézard vert mâle
Flora
Faggete e funghi

A partire da 1300m di altitudine, un’inaspettata foresta appare, fatta di alberi tortuosi, ramosi, e dalla corteccia liscia e grigia. Alcuni faggi si sono raggruppati lì, e proiettano la loro ombra su un pendio meno ostile. Formano una faggeta  secca su terreno acido, la cui caratteristica è di accogliere pochissime piante da fiori. Camminando, si fa scricchiolare uno spesso tappeto di foglie secche e di rare erbe lucciole in estate, nonché, per fortuna, di funghi porcini di Bordeaux e di trombette dei morti a fine autunno.

Sentier traversant la hêtraie de Godissard
Flora
Uva ursina e falsa erica

Le parti più elevate piuttosto spoglie ed esposte bene della gita sono ricoperte di aiule di arboscelli nani. Sono composte da uva ursina, o « busserole », dalle foglie persistenti e rotondette e dai piccoli frutti rossi. Alla fine dell’estate, non è insolito vedere apparire in mezzo a quei cespugli di fiori rsa, della falsa erica, anche chiamata « calluna vulgaris ». È esclusivamente calcifuga.

Raisin d'ours
Geologia
Spiliti

La traversata del sentiero in balconata in direzione dell’Ovile degli Agnelli ha la particolarità di essere dominata da un aspetto geologico abbastanza notevole. Dopo aver camminato a lungo sullo zoccolo cristallino del massiccio, potete scorgere sopra di voi la fine di questa natura di roccia segnata da un filone di origine vulcanica, nero violaceo, di qualche metro di altezza : delle spiliti. Posato su queste ultime, un immenso cono di calcare forma la cima di Vêt. Quest’aspetto geologico è visibile anche dalla strada provinciale a valle di Entraigues.

Spilites sous le sommet de Vêt
Fauna
Il gracchio corallino

Il gracchio corallino è un uccello sorprendente sotto diversi punti di vista. Vive vicino alle falesie e gioca con le nuvole, rompendo il silenzio con un grido breve e stridulo, quasi metallico. Eccitati dall’eco proveniente dalle pareti rocciose, i suoi compagni gli rispondono. Con passo sicuro e cadenzato il gracchio corallino percorre meticolosamente su e giù l’alpeggio alla ricerca di vermicelli e grilli. Con l’eccezione di qualche breve scappatella stagionale legata alla dipsonibilità di cibo, il gracchio corallino è un uccello sedentario.

032420
Flora
Il pino cembro

Nella fascia superiore della vegetazione che si attraversa vive il pino cembro, che detiene il record di altitudine per  una pianta resinosa. E’ facilmente riconoscibile dai lunghi aghi che crescono a gruppi di cinque. La nocciolaia si nutre dei semi nascosti alla base delle scaglie di un cono particolarmente resistente e li sparge favorendo così la diffusione della specie. Questa relazione vitale è un modello di alleanza di cui entrambi beneficiano. 

028100
Flora
Venturone di montagna

Il venturone è un piccolo uccello verde, giallo e grigio, che assomiglia al verdone di piccola taglia, ma il verso metallico che emette nel corso dei suoi brevi voli non lascia alcun dubbio. Se lo si osserva a lungo si noterà un grazioso grigio tendente al blu sulla testa e sui lati del petto. Con il volo ondulato tipico dei lunghi percorsi ricorda un cardellino e, proprio come lui, è sociale e si muove in piccoli gruppi per esplorare i cespugli di ortiche o i prati.

010450
Fauna
L’avvoltoio

Questi grandi uccelli sono alla ricerca di carcasse di animali, morti a causa del rigido clima montano ai piedi delle rocce o dei canali valanghivi. In questo modo pulisono la montagna, evitando la propagazione di agenti infettivi.

010514
Flora
Il miosotide nano

Tra la gran varietà di piante nane che popolano le creste ventose il re delle Alpi predomina, ragione sufficiente perché questo blu acceso prendesse il nome di “blu reale”. Questa pianta dai graziosi fiori blu cresce ad alta quota, fino a 3.750 m, sempre raggruppata a forma di cuscinetto, accucciata nelle fessure rocciose delle creste spoglie, spesso in compagnia del genepi e dell’andorsace e può vivere anche per decine di anni. Il miosotide nano (eritrichium nanum) è stato chiamato così dal botanico Schrader in ragione del suo aspetto vellutato e morbido: in greco erion significa lana e thrix capello.

010380
Fauna
Il gipeto

Sopra l’alpeggio un enorme uccello dal portamento slanciato si avvicina, spinto dalla curiosità, con la coda a losanga: è di sicuro un gipeto, uno degli uccelli più grandi d’Europa, con un’apertura alare di 2,80 m. L’adulto ha il corpo chiaro e le ali strette, mentre gli esemplari giovani sono più scuri e hanno ali larghe. La dieta è costituita da ossa e, per poterle ingerire, il gipeto si alza in volo e le fa cadere su una pietra, rompendole. Ingiustamente accusato, un tempo, di rapire agnelli e bambini, il gipeto è stato a lungo perseguitato dall’uomo. 

034053
Lago
Circo glaciale del lago Gary

Il lago Gary e il suo circo glaciale sono stati originati da un’escavazione glaciale. Questo lago è tutt’ora alimentato dalla fusione dei nevai, cioé gli accumuli di neve resistenti al calore estivo, che è bene evitare per sicurezza. I pesci presenti nel lago discendono dalle popolazioni introdotte all’inizio del secolo scorso. Il lago è uno dei rari luoghi in cui le mandrie e le greggi possono abbeverarsi.

013511

Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 819 m - Max : 2480 m

Distanza (m)

 

Consigli

Non ci sono punti di rifornimento acqua

Ulteriori informazioni