Rando Ecrins

Il lago di Lovitel ed il rifugio dei Clots

2 h 30
Durata
Facile
Facile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
7,5 km
Lunghezza totale
500 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Flora
  • Geologia
  • Lago e ghiacciao

Camminata tranquilla fino al laghetto di Lovitel ed al rifugio dei Clots, passando da una bella balconata che sovrasta il lago del Chambon e la Romanche.

« In una rigida giornata di autunno, cammino fino al lago del Lovitel. La pioggia mi accompagna. Il laghetto, annidato nelle curve del ripiano montagnoso, sembra dormire. È calmo, magnifico, e pieno di promesse : nella bella stagione, vi si vede fiorire la salcerella, vi si può sentir « cantare » l’alite, o emergere la Meije… Imperativo : bisognerà tornare ! »

S. Durix, guardia-istruttrice in Oisans

Dal parcheggio degli Aymes, continuare la pista che si trasforma un po’ più avanti in un sentiero. Una bella traversata occasionalmente aerea, nei pendii  scistosi che sovrastano il lago del Chambon, permette di arrivare tranquillamente al lago del Lovitel passando da un falsopiano ascendente. Sul ripiano, al primo pannello del sentiero di scoperta, prendere indifferentemente a sinistra (più rapido) o a destra verso il lago (sentiero di scoperta) per raggiungere la frazione dei Clots. Il rifugio che vi si trova permette una pausa simpatica per riprendere delle forze prima di scendere dallo stesso itinerario.

Accesso

Dal Bourg d’Oisans, prendere la N91 verso il colle del Lautaret. Dopo la diga del Chambon, girare a sinistra verso Mizoën, poi a destra verso Singuigneret. Dopo i tunnel, prendere a destra fino alla frazione degli Aymes.

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dell'Oisans

Video di presentazione delle risorse naturali della montagna Oisans e l'artigianato. Informazioni, informazioni sul parco, proiezioni, angolo lettura per i bambini. Accessibile alle persone con mobilità ridotta. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Rue Gambetta
38520 Le Bourg d'Oisans

Sito web - Email - 04 76 80 00 51

Lat: 45.0555, Lng: 6.0282

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Sul percorso...
Lago
Lago dello Chambon

Il lago dello Chambon è come quello di Serre-Ponçon, un lago artificiale creato dalla costruzione di una diga. Nell’aprile del 1935, dopo sei anni di lavori, comincia il riempimento del sito, e vengono inhiottiti progressivamente gli antichi paesi dello Chambon, del Dauphin e del Parizet. All’epoca, era la diga più grande d’Europa.Una cappella venne allora costruita vicino alla diga, i memoria della trentina di operai morti durante la costruzione.

Sur le sentier du refuge des Clots surplombant le lac Chambon
Flora
Salcerella

Durante tutta l’estate, la salcerella, con le sue belle spighe di fiori color porpora, cosparge di colori il laghetto del Lovitel. Considerata come un’erbaccia da distruggere, ha però il suo posto tramite le « semplici » (piante ad uso medicinale). Le sue proprietà astringenti, fra le altre cose, fanno sì che viene considerata come un buon rimedio contro le coliche dei neonati quando gli crescono i dentini. Per quanto riguarda l’aspetto culinario, un tempo i suoi germogli o il midollo dei suoi gambi venivano serviti come verdura. Inoltre, con le sue foglie, si preparava un infuso che poteva sostituire il tè.

Salicaire
Lago
Lago Lovitel

Oltre ad essere una delle poche zone umidi di altitudine dell’alta Romanche, il lago Lovitel ha la caratteristica di prosciugarsi parzialmente durante l’estate per trasformarsi in palude. Diventa così ideale per lo sviluppo degli Anfibi che traggono beneficio dall’assenza di pesci, i loro predatori. D’altronde, la qualità ecologica dell’ambiente è notevole. Diverse speci dal valore patrimoniale importante sono presenti sul sito, fra cui l’ofioglossa comune ed il thalictrum semplice o « pigamon », ambedue protetti su scala regionale.

Le sentier de découverte des Clots, Mizoën
Fauna
Alite o rospo ostetrico

In primavera, una breve nota emessa ad intervalli regolari risuoni nei dintorni del lago. È il periodo degli amori di questo piccolo rospo terrestre grigio, macchiettato di nero e di marrone; è il canto del maschio per richiamare le femmine. La particolarità di quell’anuro è che il maschio cingere con le sue zampe posteriori il rosario di ovuli emessi dalla femmina per fecondarli di un getto di seme e orina mescolati. Quando le uova stanno per schiudersi, il rospo va verso il punto d’acqua e vi libera i giovani girini.

Alyte accoucheur

Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1253 m - Max : 1470 m

Distanza (m)

 

Consigli

Sentiero in balconata, a volte molto aereo, non perdere d’occhio i bambini ! Sentiero assolutamente sconsigliato in inverno!

Ulteriori informazioni