Rando Ecrins

Il Forte di Réallon

1 h
Durata
Facile
Facile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
2,4 km
Lunghezza totale
222 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Fauna
  • Flora
  • Storia ed architettura

Una piccola salita sopra un paese pittoresco… Curva dopo curva, un panorama sempre più affascinante fino all’arrivo su un insospettato altipiano.

Quando si arriva al Forte, è proprio grande la felicità di sbucare su un vasto ripiano di praterie. Il panorama, dalla cima del Barle fino al lago di Serre-Ponçon, è magniico. A nord si impone una vetta dai pendii ripidi ed asciutti : è Roche Méane che culmina a quota 2650 !

Dal parcheggio, costeggiare innanzitutto il torrente della Pisse canalizzato in basso da una diga che protegge in questo modo il paese di Réallon. Sulla sinistra, osservare le vestigia di muriccioli che testimoniano di un’antica agricoltura in terrazze. Proseguire quindi a sinistra prendendo il sentiero che descrive una curva a U per attraversare una foresta di quercie e di pini.

Transport

Spola su prenotazione dalla stazione di Chorges alla stazione di Réallon (pensare a prenotare 36H prima su 05 voyageurs o allo 04 92 50 25 05).

Accesso

Da Savines-le-Lac, proprio dopo il ponte, prendere la strada di Réallon. Nel paese, proprio dopo il ponte di legno, girare a sinistra e salite su 200 m di distanza per parcheggiare sul parcheggio della Coste.

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dell’Embrunais

Informazioni, documentazione, mostre, proiezioni, prodotti e strutture del Parco. Accessibile alle persone con mobilità ridotta. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Place de l’Église
05380 Châteauroux-les-Alpes

Sito web - Email - 04 92 43 23 31

Lat: 44.61459, Lng: 6.52068

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Sul percorso...
Fauna
Codirosso nero

Il Signor Codirosso nero sfoggia una cupola grigia ed una macchia bianca sulle ali, una coda ed un codrione rossicci. Uccello montano all’origine, si è adattato ad altri ambienti, basta che vi trovi un’atmosfera rocciosa, proprio come qui, sul versante di Roche Méanne. Il codirosso nero è un uccello comune, vivace e molto attivo : caccia senza tregua gli insetti, volando raso al suolo. Spesso inerpicato in alto su un muro o una roccia, lancia le sue brevi grida di allarme piegando le zampe. Il suo canto chiacchierone, punteggiato da « fruscio di carta », è caratteristico. Migratore parziale, scende nelle basse valli per trascorvi l’inverno.

Rougequeue noir mâle
Fauna
Il Merlo montano « di roccia »

Al merlo di roccia o montano piacciono le pietre ed il sole. Ci fa l’onore di una sua visita solo da aprile a fine agosto per nidificare direttamente al suolo o nell’anfrattuosità di una roccia. Petto arancione, testa blu, codrione bianco, lancia dolci e chiare strofe melodiose.

Merle de roche
Fauna
Pernice coturnice

La pernice coturnice vive in montagna sui versanti ben esposti, come qui sul versante di Roche Méanne. Ogni due anni, le guardie del Parco nazionale degli Ecrins le censiscono su questo versante. Prima dello spuntar del giorno, partono ognuna su « quartieri » diversi con piccoli magnetofoni per imitare il canto di quegli uccelli. « « Teniamo l’orecchio attento, nell’attesa di un’eventuale risposta ». Il canto indica la presenza di un « maschio cantante ». « A volte, sentiamo solo il loro canto, ma talvolta, il silenzio della montagna viene interrotto da un fragore di battiti di ali che ci fanno sobbalzare. Abbiamo appena il tempo di contarle e di vederle tuffarsi ad alta velocità ».

Perdrix bartavelles
Flora
Querce e pini

Querce e pini vivono qui insieme. Sostituiscono vecchie praterie da falciatura che una volta venivano curate dagli abitanti di Réallon. La pineta si compone di pini neri e di alcuni pini silvestri. Il pino nero dell’Austria ha gli aghi lunghi, rigidi, pungenti e di un verde scuro ; quelli del Pino silvestre sono corti, succhiellati di un verde glauco.Per la sua rusticità, il pino nero dell’Austria fu introdotto nell’Ottocento e spesso utilizzato per restaurare i terreni erosi delle montagne meridionali. Fu così qui, sul versante sud (« adroit » o « adret ») di Réallon, dove venne piantato dai servizi di Restauro in Montagna all’inizio del Novecento per stabilizzare i pendii e proteggere in questo modo il paese e la strada.

Pin noir d'Autriche
Fauna
Capriolo

Nascosto nei boschi di larici, talvolta il capriolo fa vedere la sua testa fine all’alba ed al crepuscolo. Non è sempre facile scorgere quest’animale discreto ma alcune tracce possono tradire la sua presenza, come l’impronta a forma di cuore dei suoi fragili zoccoli o i tronchi di arbusti scortecciati dallo sfregamento dei giovani legni del capriolo di un anno per toglierne gli ultimi brandelli di velluto. E a volte, risuona nel bosco un latrato sonoro e gutturale che rimbomba dal bosco. Alle vostre orecchie !

Chevreuil
Fauna
Scoiattolo

Lo sapevate che lo scoiattolo usa un linguaggio molto elaborato ? Si tratta di un linguaggio dei segni, con delle mimiche e degli atteggiamenti, senza dimenticare i movimenti della coda. Possiede anche un linguaggio sonoro abbastanza esteso. Chioccia, ziga, grugnisce o rantola, cicala addirittura. Quindi, se non ne vedete nessuno uscire dal bosco, non fate rumore, forse avrete la fortuna di sentire quest’animale esprimersi furtivamente.

Ecureuil roux
Fauna
Biancone Jean-le-Blanc

Questo versante asciutto termofilo ospita alcuni rettili come la lucertola delle muraglie, la lucertola verde, la vipera aspide, o la biscia d’acqua. Il « Jean-le-Blanc »mangia praticamente solo rettili ! Quindi, sin dal mese di marzo, avrete la possibilità di scorgere in cielo grandi uccelli che volano insieme, alternando voltigiia e surplace come due aquiloni argentati che giocherebbero col vento. Le loro sagome chiare e tozze, la loro testa più scura non lasciano « aleggiare » nessun dubbio ! I bianconi sono tornati.

Circaète Jean-le-Blanc
Fauna
Anthus spinoletta

Quest’uccellino della famiglia dei passeriformi può rimanere invisibile svolazzando a controluce nell’azzurro del cielo. Quindi è molto discreto. Però, sa farsi sentire gridando il proprio nome : «pi-pit-pipit-pipit-pipit- e ad un tratto, al culmine del suo volo, si lascia scivolare in giù, le ali spiegate a paracadute ed emettendo un « piiiiiiiiiiiiiiiiii » giubilatorio ! Posato nell’erba dell’alpeggio, diventa difficile da distinguere fra i ciuffi dell’alta festuca.

Pipit spioncelle en plumage d'hiver
Archeologia
Il « Clot du Fort » ed il suo canale

Di una superficie approssimativa di 30 ettari, l’altipiano, comunemente chiamato « Clot du Fort », era sin dall’Antinchità principalmente destinato alla coltivazione dei cereali. All’inizio del Novecento, un canale di una lunghezza di 2,5km circa fu costruito dal torrente della Pisse per irrigare, tramite innumerevoli canali secondari, 90 parcelle di piccole proprietà private. Mentre queste ultime furono progressivamente adibite al pascolo degli ovini, il canale cadde in disuso. Oggi semplice vestigia, un sentiero permette di seguire parzialmente il suo tracciato a belvedere.

Le fort médiéval et le clot à l'automne - Réallon
Storia
Il castello di Réallon

Il castello di Réallon è stato forse costruito durante la Guerra dei Cento Anni. La sua ubicazione gli permetteva di comandare i diversi accessi alla valle grazie al burrone di Champas ad est dei muri di cinta, ed alla costruzione di una parte di questi ultimi su un terreno in pendio. Il castello era composto di un torrione e di grandi muri di cintache servivano da rifugio per riparare le popolazioni di Reallon in caso di attacco militare. Questi muri di cinta erano accantonati d una torre semicircolare aperta verso l’interno. Su iniziativa del comune di Réallon, questa torre, anche chiamata « Tour à la Gorge », fu completamente restaurata nel 2013 con un aiuto del Parco nazionale degli Ecrins. Fonte : Associazione « Patrimonio nel Réallonais ».

Le Fort de Réallon
Fauna
Marmotta

Alcune vivono sull’altipiano. È l’animale più ambito dagli escursionisti.Forse avrete la fortuna di osservarlo o di sentirlo fischiare. Questo grosso roditore è visibile solo da aprile a ottobre, mentre durante la brutta stagione trova riparo nella sua tana, dove sverna. La marmotta vive in famiglia, rispettando una rigida gerarchia. I giochi, la toeletta, le risse ed i morsi assicurano la dominazione di una coppia nonché la coesione del gruppo. Ognuno partecipa alla delimitazione del territorio strofinando le proprie guance su delle rocce o deponendo escrementi e orina. Quando c’è un pericolo, la marmotta emette un fischio acuto e potente per segnalarlo alle altre.

Marmotte dans une prairie fleurie

Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1408 m - Max : 1586 m

Distanza (m)

 

Consigli

Qui, ad ogni stagione estiva, come in numerosi alpeggi del comune, viene a pascolare un gregge di pecore. Tenere i cani al guinzaglio. NB. Al forte due tavole di lettura permetteranno di saperne di più sul sito.

Ulteriori informazioni

Marcature
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