Rando Ecrins

Il « col des Tourettes »

6 h 30
Durata
Difficile
Difficile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
16,2 km
Lunghezza totale
1398 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Colle
  • Fauna
  • Geologia

Departure : Les Charbonnières, Châteauroux-les-Alpes

Quest’itinerario per camminatore in gamba permette agli escursionisti mattutini di approfittare della frescura del vallone del Rabioux e di osservare al mattino presto lo Champsaur, gli Ecrins e oltre.

Dalla frescura di un lariceto all’arsura del sole nel pendio finale, il « Col des Tourettes » fa il collegamento fra la valle della Durance e quella del Drac. Propone uno stupendo panorama sullo Champsaur ed i massicci dei dintorni. L’occhio accorto ed “armato” di binocoli saprà osservare i camosci che popolano i pendii della montagna del Dente o scorgere furtivamente la piroettante tichodroma muraria.

Prendere la pista pastorale del Rabioux fino al parcheggio delle Muandes. Seguire a piedi la pista forestale che penetra nel cuore del Parco nazionale degli Ecrins, passare vicino al « gîte des Charançons » poi degli « chalets » del Serre. Il sentiero attraversa quindi alcuni boschetti di larici, varca il torrente del Rabioux e, facendo una curva sulla destra, porta senza alcuna difficoltà fino al « Col des Tourettes ». Tornare passando dallo stesso itinerario.

Accesso

Lasciare la N94 per raggiungere il centro di Châteauroux. Seguire quindi i cartelli « Vallée du Rabioux » e « Cascade de la Pisse ».

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dell’Embrunais

Informazioni, documentazione, mostre, proiezioni, prodotti e strutture del Parco. Accessibile alle persone con mobilità ridotta. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Place de l’Église
05380 Châteauroux-les-Alpes

Sito web - Email - 04 92 43 23 31

Lat: 44.61459, Lng: 6.52068

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Flora
Prato-bosco di larici

Nel cuore di questo settore, questo prato-boco pascolato è una foresta privata fatta di larici. Quest’albero è il simbolo delle Alpi di luce e l’albero adatto ad ogni uso, dalla fontana alla trave di colmo di un tetto. Fa da bastione vegetale contro le valanghe e l’erosione. Il larice europeo si accontenta di condizioni ostili alla sua vita ma non sopporta la concorrenza degli altri alberi. I suoi aghi setacciano la luce ed incoraggiano quindi il pascolo ed una ricca fioritura.

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Fauna
Marmotta delle Alpi

La marmotta alpina è naturalmente presente sulle praterie di alta quota. Questo grosso roditore è visibile solo da aprile a ottobre, mentre durante la brutta stagione trova riparo nella sua tana, dove sverna. La marmotta vive in famiglia,rispettando una rigida gerarchia. I giochi, la toeletta, le risse ed i morsi assicurano la dominazione di una coppia nonché la coesione del gruppo. Ognuno partecipa alla delimitazione del territorio strofinando le proprie guance su delle rocce o deponendo escrementi e orina. Quando c’è un pericolo, la marmotta emette un fischio acuto e potente per segnalarlo alle altre.

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Flora
Cephalaria delle Alpi

La cephalaria delle Alpi è una pianta da alpeggio e delle praterie di erbe alte su terreno fresco e umido (« mégaphorbiaies »). È riconoscibile dalla sua altezza e dalla sua inflorescenza (disposizione dei fiori sullo stelo) in capolini gialli. Fiorisce da luglio a settembre.

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Pastoralismo
Capanna pastorizia del Dente

A quota 2000 circa, la capanna pastorizia del Dente si trova ad un centinaio di metri sopra il sentiero. È attrezzata di un frangivalanghe dietro la capanna fatto da una costruzione di pietra. La « tourne » permette di sviare la valanga o di farla passare sopra la capanna, evitandone così la destruzione.

Flora
Lande del costone soleggiato

La landa del costone soleggiato sopporta lo stress della siccità estiva ma beneficia di temperature clementi durante la stagione vegetativa.

Fauna
Montano di roccia

Il montano di roccia non è solo un montanaro ; apprezza innanzitutto le pietre ed il sole all’uscita della foresta. Fuori dalle parate, e malgrado i suoi colori vistosi, sa farsi estremamente discreto. Sin dal suo arrivo, a fine aprile, cerca un territorio per riprodurvisi e vi manifesta intensamente la sua presenza. Durante il mese di maggio, costruisce il suo nido direttamente sul suolo, o nell’anfrattuosità di una roccia. Infine, dopo un’estate trascorsa in piena discrezione sulle creste, tutta la famiglia riparte per raggiungere il sud del Sahara per trascorvi l’inverno.

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Fauna
Camoscio

Animale emblematico delle Alpi, il camoscio o « capra delle rocce » porta delle corti corna nere e uncinate. Alla maniera dello stambecco, è più facile da osservare con i binoccoli, in particolare al mattino. Alle capre ed ai dinelli (giovani maschi di un anno) piace stare in grandi branchi ; invece i maschi più vecchi stanno piuttosto da soli e raggiungono le femmine solo nel periodo degli amori. In inverno, il camoscio ha bisogno di molta tranquillità perché dovrà sopravvivere economizzando le sue riserve di grasso.

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Fauna
Tichodroma muraria

Discretamente appesa ad una falesia grazie alle sue lunghe dita munite di artigli, la tichodroma muraria prospetta, alla ricerca di insetti e di ragni che il suo lungo becco fine e ricurvo, gli permette di stanare. Unico rappresentante della famiglia dei tichodromadidei, l’ « arrampicatore di muri » è infeudato alle pareti verticali di montagna, dove trova vitto e alloggio. Specie poco selvatica, emblematica delle regioni di montagna, la tichodroma muraria si avvicina a volte ai paesi in inverno.

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Fauna
Avvoltoio fulvo

In estate, l’avvoltoio fulvo lascia il sito di nidificazione, attratto dai numerosi ovini che pascolano negli alpeggi. Prende le ascendenze sopra le creste. Becchino specializzato, occupa un posto fondamentale nella catena alimentare, eliminando rapidamente i cadaveri e limitando in questo modo i rischi di dispersione microbica e le malattie. Questo ruolo di becchino ha provocato a lungo paura e disgusto negli uomini. Scomparso dal massiccio degli Ecrins nell’Ottocento, è di nuovo presente in seguito ad un programma di reinserzione seguito dal 1980 nelle Causses e, di recente, nelle Prealpi.

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Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1429 m - Max : 2558 m

Distanza (m)

 

Consigli

Siccome il versante è esposto al sole, prevedere la partenza dell’escursione presto al mattino.

Ulteriori informazioni