Rando Ecrins

Il Col des Terres Blanches da Prapic

7 h
Durata
Difficile
Difficile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
22,8 km
Lunghezza totale
1634 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Flora
  • Geologia
  • Pastoralismo

Departure : Prapic → Arrival : Prapic

Un nome che mantiene la promessa! La sorpresa finale sarà tanto maggiore quanto la suspense sarà tenuta fino alla fine…

Magia e  sortilegio in un paesaggio lunare "Oh! Che schifo! Hanno buttato la bottiglia vuota in questo meraviglioso luogo soprannaturale!" Mi avvicino per raccoglierla quando, a qualche metro di distanza, mi accorgo del mio abbaglio: non è una bottiglia, ma una lepre variabile! Fa affidamento sulla sua immobilità per confondersi nel paesaggio. Ma ti ho vista! Piega le orecchie la prossima volta!

Michel Francou, guardaparco nel Champsaur

Dal parcheggio di Prapic salire in direzione degli alberghi. Al bivio (cartello) girare a destra. Il sentiero costeggia la riva destra del Drac per poi salire sul pianoro di Charnières. All'oratorio girare a sinistra per attraversare il pianoro, percorrere i tornanti che conducono alla cappella della Saulce e mantenersi sulla riva destra per raggiungere la passerella del Saut du Laire, che da accesso alla valle eponima. Da qui attraversare la prima passerella sopra la gola e poi la seconda, dopo 100 m di dislivello. Il sentiero prosegue verso destra in direzione della Barre de la Cabane e sale poi verso sinistra per aggirarla. La cabane della Barre è già visibile dalla parte bassa dell’alpeggio: lasciarla a sinistra proseguendo per arrivare su un pianoro intermedio, dal quale il sentiero continua a salire verso l’alpeggio, fino al bivio con il quale si divide in due diramazioni: ignorare quella di destra e proseguire in traversata sul fianco del versante. Dopo aver attraversato il torrente, continuare a salire fino al colle, tenendo gli occhi bene aperti... no, non è un’allucinazione causata dalla carenza di ossigeno: benvenuti al Col des Terres Blanches! Il ritorno si effettua sullo stesso sentiero di salita.

Transport

Fate un pensierino al car pooling!

Accesso

Da Orcières village proseguire per 4,5 km sulla CD 474 in direzione di Prapic.

Ufficio Informazioni

Casa della valle dello Champsaur

Informazioni e documentazione, mostre temporanee. Vendita di prodotti e opere del Parco. Nello stesso spazio, home office turistico di alta Champsaur. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.


05260 Pont-du-Fossé

Sito web - Email - 04 92 55 95 44

Lat: 44.6672, Lng: 6.22795

Centro informazioni dei Prapic (apertura estiva)

Casa del Parco Nazionale e le Orcières turistici. Informazioni, documentazione. Vendita di prodotti e opere del Parco. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.


05170 Prapic

Sito web - Email - 04 92 55 61 92

Lat: 44.69307, Lng: 6.36928

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Storia
Chiesa di Prapic

Dedicata a Sant’Anna, la chiesa di Prapic è degli anni 1860. Fu costruita in seguito alla richiesta degli abitanti di avere sul posto un luogo di culto, considerando la rigidità dell’inverno e la lontananza della chiesa parrocchiale di Orcières. Su una vetrata del coro, si può ammirare il ritratto di un abitante di Prapic, ovvero « prapicois » : Jean Sarrazin (1833-1914), soprannominato « il poeta dalle olive », un poeta diverso da quello della tomba… Saprete ritrovarlo ?

Détail d'un vitrail de l'église de Prapic
Architettura
Frazione di Prapic

Circondato da orti, da pietraie e da terrazzi falciati, il paese si annida ai bordi del Drac e offre le terre migliori all’agricoltura. La casa tipica è il più delle volte perpendicolare al pendio, basata su un’architettura di raccolta che mostra una grande intelligenza nella sua elaborazione. Dagli intonachi grossolani alla delicatezza delle porte in noce, dai tetti in scisto ai pignoni di ontano intrecciato, è tutto un vocabolario architettonico a ritmare il percorso del visitatore.

Jeunes randonneurs au village de Prapic
Storia
Acqua corrente

L’acqua corrente è arrivata nel 1924 a Prapic. I primi tubi erano fatti di tronconi di un metro di lunghezza, scavati in tronchi di larice. Il loro incastro non doveva portare tutta l’acqua così captata alle sei fontane del paese !

Une des fontaines de Prapic en hiver
Acqua
Il Drac nero

Quest’appellativo è dovuto alla natura dei terreni attraversati : il calcare è più sensibile all’erosione delle rocce metamorfiche della valle di Champoléon (Drac Bianco), rendendo quindi pi`scure le acque del Drac. Balzando di cascate in vasche, aprendosi un varco attraverso gli ontani della ripiselva, il Drac esprime qui la sua natura di torrente di montagna. Trota fario, merlo d’acqua e delicate effimere si svelano all’osservatore attento.

Cincle plongeur
Fauna
Marmotta

Se siete pazienti, avrete probabilmente la fortuna di scoprirla sulla piattaforma di Charnière di cui le piacciono in particolare le praterie, a scapito talvolta dell’agricoltore che deve falciarle. Costituiscono però un fascino innegabile del vallone. Non lasciatevi ingannare dalla loro apparenza bonacciona, sono animali selvaggi che lottano per sopravvivere e le lotte fra maschi sono spesso crudeli.

Marmotte au Saut du Laire
Flora
Prateria da falciatura

Queste praterie naturali non sono mai state arate. Vi si trova quindi tutto un corteo floristico che sboccia liberamente. Da questa diversità botanica deriva una molteplicità di speci di insetti fra cui le farfalle, che vi trovano un ambiente propizio al loro sviluppo. Per di più, il fieno che producono è di alta qualità nutrizionale. Mantenere l’equilibrio di questi ambienti è essenziale.

Gros plan sur une prairie fleurie
Flora
L’asfodelo

L’asfodelo fiorisce sui prati da foraggio. La spiga fiorisce dal basso verso l’alto per tutto il mese di luglio. Per questo motivo si possono vedere dei frutti alla base del peduncolo, mentre i fiori in punta non sono ancora sbocciati. Le foglie lunghe e strette che a inizio primavera si raggruppano alla base dello stelo sono il motivo per cui viene chiamato popolarmente “porro dei cani”.

7-asphodèle_1.jpg
Picolo patrimonio
Muretti e pietraie

Strappare delle terre alle pietre della montagna, ecco la battaglia in cui si sono impegnati i contadini montanari dall’Antichità. Queste pietraie di spietratura sono i testimoni dell’epoca in cui i numerosi bambini ammucchiavano le pietre affinché la famiglia tragga la sua sussistenza dalle terre conquistate. La parcella familiare, delimitata dai muretti, era così pronta ad essere falciata. Il Parc partecipa al mantenimento di questo patrimonio.

Murets et prés de fauche à Charnière
Architettura
Cappella della Saulce

La scorgerete dai primi tornanti nel fondo della piattaforma di Charnières. È caratterizzata dalla sua abside che forma una prua, e che, con la sua massa, protegge dalle valanghe l’unica stanza voltata dell’edificio. Costruita in pietre provenienti dal sito, è murata alla rustica con malta di calce e di sabbia e sassi terrosi presi sul posto. Resiste agli oltraggi del tempo ed ai fenomeni naturali.

La chapelle de La Saulce
Geologia
Rilievo glaciale

Le rocce levigate che troviamo proprio dopo la passerella sono le tracce del passaggio dei ghiacciai del quaternario. Sono fortemente striate da pietre incastonate nel ghiaccio di allora che erano state trascinate dal movimento glaciale. Il fondo del vallone è in piano, sbarrato da una soglia glaciale e questa è un’altra caratteristica del paesaggio modellato dai ghiacciai.

Le Saut du Laire et le Mourre Froid
Pastoralismo
Capanna del pastore del Salto

Protetta dalle valanghe da un masso imponente, questa capanna ripara il pastore da giugno a fine luglio. Per sfruttare la risorsa in erba man mano che cresce, un’altra capanna situata sopra la sbarra che chiude il vallone completa l’attrezzatura dell’alpeggio. Per la quiete del pastore, è preferibile osservare la capanna da lontano.

Alpage du Saut du laire
Pastoralismo
Pastorizia sul Plateau de la Barre

Il Parco nazionale stipula dei contratti con gli allevatori di pecore per una gestione degli alpeggi che rispetti la fauna selvatica e che contribuisca al miglioramento della qualità dell’erba. Al Plateau de la Barre trascorre il mese di agosto il gregge del Saut du Laire. Della Barre o della Cabane? Chi ha preso il nome dall’altro? La Cabane alla Barre o la Barre alla Cabane?

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Flora
L’androsace vitaliana o gregoria

Una macchia luminosa, la gregoria è una primulacea (appartenente alla famiglia delle primule) che fiorisce appena le nevi si sciolgono. Chiamata anche androsace vitaliana, questa pianta primaverile rallegra rivestendo di macchie gialle le rocce appena liberate dalla neve. Radicati nei terreni spogli i suoi cuscinetti più o meno fitti sono formati da un mucchietto di fiori.

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Colle
Il Col des Tourettes

Il Col des Tourettes permette di raggiungere  Château-Roux nella valle della Durance. Fino agli anni sessanta era il passaggio delle greggi che andavano a piedi alla fiera di  Guillestre.

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Geologia
Casse Blanche

Casse Blanche è una pietraia di dolomia. Il nome di questa roccia deriva da colui che la descrisse nel XVIII secolo, il geologo Dolomieu. Ecco un fenomeno straordinario: vista da lontano la roccia è molto chiara, ma un frammento nella mano mostra un colore piuttosto scuro.

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Savoir-faire
Segnalazione e manutenzione dei sentieri

Da oltre vent’anni il Parco nazionale degli Écrins ha creato una ricca segnaletica che vi accompagna lungo tutti i sentieri alla scoperta del parco. Anche la manutenzione dei sentieri è una preoccupazione permanente, perché in montagna non vi è nulla di definitivo. Durante la grande traversata, a 2500 m di quota, le gambe diventano pesanti… pensate a come sarebbero se avessero anche dovuto portare su una zappa per sistemare il sentiero!

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Flora
La flora in alta quota

Camedrio alpino, silene acaulis, linaria alpina, saussurea alpina o berardia subacaulis. Tutti fiori che si sono adattati a condizioni di vita estreme e che hanno trovato qui un posto in cui la competizione con le altre specie le favorisce.

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Fauna
La lepre variabile

"Lepus timidus" il nome latino della lepre variabile la dice lunga sul carattere di questo timidone! Il fatto di incontrarla dipende più dalla fortuna che da un vero e proprio appuntamento. Durante l’inverno la lepre variabile è completamente bianca, per sopravvivere ai predatori, volpe e aquila reale.

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Geologia
Col des Terres Blanches

Nella parte bassa del sentiero lo spettacolo delle rocce erose dall’acqua è affascinante. Il Col des Terres Blanches è una bolla di gesso depositata ai limiti dell’oceano alpino 230 milioni di anni fa, e proiettata a 2700 m di quota circa trenta milioni di anni fa dal gioco della tettonica a placche. Il gesso è un minerale molto solubile e friabile che ci meraviglia lasciando libero corso alla natura.

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Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1527 m - Max : 2724 m

Distanza (m)

 

Consigli

Le greggi di pecore possono essere sorvegliate da cani pastore, alcuni dei quali sono buoni, altri molto meno. Rimanete calmi e girate al largo!