Rando Ecrins

Il circuito dei laghi

6 h
Durata
Difficile
Difficile
Giro
Giro
13,5 km
Lunghezza totale
1179 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Fauna
  • Lago e ghiacciao

Departure : Le cascate di Dormillouse (Freissinières)

Un piacevole itinerario ad anello tra boschi di larici, alpeggi, cengie rocciose e, al termine, due laghi incastonati nei selvaggi circhi glaciali.

Una notte d’estate, verso le 4 del mattino, siamo stati svegliati dal canto rauco e insistente di una pernice bianca. Il piccolo pianoro d’erba che dominava la valle e sul quale avevamo sistemato il bivacco era il suo territorio e la pernice ce lo stava facendo notare!

Jean-Philippe Telmon et Blandine Delenatte, Guardaparco

Parcheggiare alle cascate, alla fine della strada al fondo della valle di Freissinières. Imboccare il sentiero a sinstra, dove si trova l’ingresso del Parco Nazionale, segnalato da tre pannelli informativi (lasciare a destra la passerella che porta al sentiero invernale). Seguire l’itinerario del lago Palluel, oltrepassare il ponte sul torrente Oules e proseguire per il sentiero a tornanti che costeggia una grande cascata e poi attraversare una zona di ghiaioni. Questo sentiero “estivo” si trova in una zona soggetta a valanghe e non può essere percorso in inverno. E’ largo e sale dolcemente, tanto che gli abitanti di Dormillouse possono utilizzare delle carriole cingolate. All’incrocio successivo abbandonare il sentiero a sinistra (lago di Fangeas, col des Terres Blanches) e rimanere su quello di destra. Continuare in direzione di Dormillouse e prima del ponte girare a sinistra seguendo il cartello per lago Faravel, lago Palluel, col de Freissinières. Alla biforcazone successiva lasciare il sentiero che sale verso destra (col de Freissinières), percorrendo quello di sinistra e proseguire nel bosco di larici, oltre il quale si prosegue a  destra verso il lago Palluel. Dal lago Palluel prendere il sentiero sulla riva destra del torrente in direzione del lago Faravel. Seguire il sentiero balcone che domina la valle e supera dei risalti rocciosi e parecchi ometti e scendere verso il lago Faravel, superarne la soglia glaciale e seguire il sentiero che costeggia la montagna per raggiungere l’incorcio sopra il bosco. Lasciare a sinistra il sentiero che sale al lago Palluel e ridiscendere nel bosco seguendo lo stesso percorso dell’andata. E’ possibile fare una deviazione (3/4 d’ora) dal paese di Dormillouse, passando su un vecchio ponte in pietra che porta alla borgata dei Romans, nella parte alta del paese.

Accesso

Dalla RN94, a nord della Roche de Rame, seguire per Freissinières sulla D38 e poi sulla D38B. Attraversare Freissinières e poi seguire la D238 che parte a destra fino al parcheggio delle cascate, al fondo della valle. La strada finisce al fondo della valle di Freissinières, mentre in inverno, con la neve, è chiusa.

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dello Vallouise

Informazioni, documentazione, modelli, mostre, proiezioni, vendita di prodotti e opere del Parco. Visite guidate per le scuole, prenotazione obbligatoria. Il nuovo Park House inaugurato nel Vallouise dal 1 ° giugno, e offre ai visitatori una mostra permanente interattiva che invita a esplorare la zona e il suo patrimonio. Uno spazio espositivo temporaneo consentirà una rinnovata offerta. Infine, il dispositivo è completato da una sala audiovisivi per organizzare proiezioni e conferenze Ingresso gratuito. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.


05290 Vallouise

Sito web - Email - 04 92 23 58 08

Lat: 44.84641, Lng: 6.48839

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Archeologia
Mine

Alcuni vestigi di una vecchia miniera sono sparsi sul settore del Fangeas. Queste mine risalgono al Medioevo, periodo durante il quale vi veniva lavorato il piombo argentifero ed il rame. Era un’azienda di piccole dimensioni, sicuramente associate alle miniere del Fournel. Il metallo estratto permetteva di coniare monete feodali. Attualmente, la miniera è colmata e allagata, il che ha permesso di ritrovare vestigi ben conservati : impalcature, scodella in legno tornito, suola di scarpa. Gli archeologi scavano queste miniere da una decina di anni, travasando con un sifone l’acqua che allaga le gallerie. Le miniere non sono accessibili al pubblico e la loro localizzazione è qui volontariamente sfalsata. Per maggiori informazioni su questo patrimonio, rivolgersi al museo delle miniere dell’Argentière la Bessée.

Fauna
La cincia bigia

Questo passero discreto è sovente confuso con la cincia bigia alpestre, che vive più in alto. Il riconoscimento è in effetti difficile: il petto della cincia bigia è più piccolo, le ali sono di color scuro uniforme, mentre quelle della cincia bigia alpestre hanno una sfumatura leggermente più chiara e il cappuccio nero della cincia bigia è più brillante. Sedentaria, frequenta i boschi di latifoglie, i boschetti e i giardini, purché vi siano vecchi alberi cavi per nidificare. Non si avventura mai in quota tranne che nelle zone più soleggiate. A primavera non si lascia avvistare facilmente sui vecchi frassini, ma è facile sentirla: il canto della cincia bigia è molto tonico e sonoro ma, nonostante ciò, non ci rende la vita facile, diversificando le melodie come per meglio ingannare l’ornitologo amatore.

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Fauna
Il capriolo europeo

I caprioli sono numerosi intorno al villaggio di Dormillouse. Nascosti tra gli arbusti durante il giorno e negli angoli dei prati all’alba, preferiscono l’erba tenera. La macchia bianca sul posteriore si chiama “specchio anale”. Quello della femmina ha forma di cuore e quello del maschio di fagiolo. Ben visibile, lo specchio anale diventa più grande in caso di pericolo, poiché i peli si drizzano per avvisare del pericolo gli altri caprioli.

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Flora
Il geranio silvano

Attraversando i larici sul sentiero che sale verso i laghi l’attenzione può essere attirata, in estate, dai colori vivaci del geranio silvano. A stagione più avanzata questo fiore è meno visibile ma sempre interessante. I suoi semi, giunti a maturità, sono sormontati dai cinque petali del fiore, che assomigliano al becco della gru (géranos in greco). Questo lungo becco secca e si inarca bruscamente come una balestra per catapultare i semi tutto intorno.

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Fauna
Il gallo forcello

Per riuscire ad avvistarlo durante l’estate bisogna alzarsi di buon mattino. In Francia il fagiano di monte, detto anche gallo forcello si trova solo nelle Alpi, a livello del limite superiore dei boschi di abete, dove si svolge il ciclo biologico di questo emblematico uccello: esibizioni per il corteggiamento, durante le quali i maschi cantano languidamente e si affrontano, nidiate estive sorvegliate dalle femmine e svernamento in una nicchia scavata nella neve. In inverno il fagiano di monte è particolarmente sensibile se viene disturbato, non essendo in grado di compensare l’energia spesa quando abbandona frettolosamente il suo igloo al passaggio di uno sciatore fuoripista o di un escursionista con le ciaspole.

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Fauna
La lepre variabile

Numerose sono le lepri variabli o bianche che vi hanno osservato durante la passeggiata, mentre è raro che accada il contrario. Campionessa del camuffamento è difficile vederla, ma gli  escrementi a palline rotonde e secche ne tradiscono la presenza, come anche i rami bassi scorticati che la lepre ha rosicchiato durante l’inverno. Scura in estate, bianca in inverno, la lepre variabile è presente dappertutto nelle Api. Come la lepre europea, rispetto alla quale è più piccola, ha la coda bianca e orecchie più corte e lascia sulla neve delle tracce a forma di Y per il suo modo particolare di muoversi a balzi (porta le zampe posteriori davanti a quelle anteriori).

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Pastoralismo
La sorveglianza delle greggi

A luglio all’alpeggio di Palleul c’è un gregge protetto da due cani patou: evitate di passare in mezzo alle pecore. E’ normale che i cani abbaino per segnalare la vostra presenza, e se si dirigono verso di voi restate calmi, non fate movimenti bruschi, parlate dolcemente, dicendo loro di tornare dalle pecore e non volgete loro le spalle. Se avete paura mettete lo zaino davanti a voi, il cane verrà ad annusarvi e tornerà al gregge appena vi avrà riconosciuti come degli escursionisti. 
 

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Pastoralismo
La Cabane Palluel

Costruita su un pianoro, la cabane Palluel è utilizzata durante l’estate da un pastore (rispettate la sua abitazione) che sorveglia il gregge di pecore sugli alpeggi di Palluel e Chichin, affittati dal comune di Freissinières per la transumanza. I pastori hanno un’autorizzazione speciale per avere dei cani all’interno del Parco Nazionale, mentre il divieto per gli altri frequentatori del Parco garantisce la tranquillità delle greggi. Si consiglia agli escursionisti di aggirare da lontano il gregge, se possibile, e di non attraversarlo per non disturbare le pecore e per evitare lo spavento che può arrecare un patou. In sua presenza è meglio rimanere calmi, fermarsi e parlargli dolcemente per dargli il tempo di identificare un essere umano inoffensivo, non accarezzarlo e non fare movimenti improvvisi.

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Punto di vista
Il Grand Pinier

Con i suoi 3117 m di altezza, il Grand Pinier o Pic Brun è la cima più importante della valle di Freissinières, alla quale fa da sfondo, dominando il lago Palluel dalla sua arrotondata cima rocciosa, che attira gli escursionisti esperti sia in estate che in inverno.

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Punto di vista
Il Petit Pinier

Petit Pinier separa il Champsaur dalla valle di Freissinières. Culmina a 3100 metri e mostra orgogliosamente la cima appuntita rivolta a sud ovest, a sinista del lago Faravel.

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Flora
La palinologia

Recenti studi sulla composizione dei pollini (palinologia) e del carbone di legna conservato nel terreno hanno rivelato la presenza, nell’età del bronzo antica, del larice e dell’abete rosso, ma anche del pino cembro, della betulla e del ginepro, con il limite dei boschi molto più elevata rispetto a oggi: 2300 metri.

Flora
L’ambretta strisciante

L’ambretta strisciante cresce sulle pietraie e si diffonde sviluppando dei lunghi stoloni rossastri. Allungati e pelosi, i suoi frutti formano un grazioso chignon rosso a spirale, nel quale ogni achenio (frutto contenente un solo seme) è pronto a spiccare il volo per andare a colonizzare un altro angolo della pietraia. 

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Savoir-faire
Una distesa di ometti in pietra

Sotto il lago Palluel è sorta qualche anno fa una distesa di ometti in pietra che domina la valle. Costruito poco per volta dagli escursionisti, ciascuno vi vede ciò che preferisce: opera di land art, semplice gioco o sorprendente traccia umana in un ambiente protetto. 

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Fauna
La pernice bianca

La sezione superiore di questo itinerario è territorio incontrastato della pernice bianca, talvolta chiamata pernice delle nevi. Uccello emblematico delle zone in alta quota, è tra i dieci uccelli maggiormente protetti nel territorio del Parco Nazionale. Il suo futuro è in pericolo a causa dei cambiamenti climatici, dei pascoli nelle sue zone di riproduzione e del suo basso tasso riproduttivo.

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Flora
La silene acaulis

Sulle rocce rese lisce dal tempo intorno ai laghi Palluel e Faravel la silene acualis forma dei cuscinetti fitti che la fanno apparire una zolla di muschio punteggiata di fiori rosa. Questa formazione le permette di resistere al freddo e all’essicamento causato dal vento, esponendo la minor superficie possibile in rapporto al volume che occupa, fatto che limita la traspirazione delle foglie. Inoltre questo cuscinetto intrappola il calore del giorno, offrendo alla pianta condizioni di temperatura favorevoli alla crescita a quote alle quali il periodo vegetativo è molto breve. Infine, il cuscinetto accumula dentro di se le foglie morte che arricchiscono di elementi nutritivi ciò che viene assorbito dalle radici.

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Fauna
Il camoscio

La mattina, fin dall’alba, non è difficile avvistare i camosci su questo itinerario, soprattutto a giugno, quando i giovani esemplari giocano sui nevai. Le femmine e i loro piccoli (di un anno di età) preferiscono vivere in branchi di numerosi esemplari, mentre i maschi vivono isolati e raggiungono le femmine solo durante la stagione degli amori. L’autunno, la stagione del calore, è un periodo privilegiato, ma un buon osservatore di camosci deve rispettarne la tranquillità: indispensabili il binocolo o un’ottima vista.

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Fauna
Il salmerino alpino

Ogni anno vengono trasportati fino alle rive dei laghi Palluel e Faravel centinaia di avanotti di salmerini alpini. Questo salmonide ama i fondali freddi dei laghi alpini dove può trovare vermi, molluschi e piccoli crostacei. Poco socievole, sale regolarmente in superficie e completa il suo pasto con qualche sanguinerola.

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Ghiacciao
I rilievi glaciali

L’impronta dei ghiaccai è ben visibile nel paesaggio: i laghi glaciali di Palluel e Faravel, la soglia glaciale di Dormillouse, la valle a forma di U, i circhi glaciali, i depositi morenici, i massi erratici e qualche campo solcato formato da stretti e paralleli canalini con gli spigoli appuntiti, creati dai ghiacci e dalle acque di fonte.

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Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1439 m - Max : 2467 m

Distanza (m)

 

Consigli

Il sentiero d’accesso a Dormillouse è accessibile solo in estate. Attenzione: campeggio vietato, anche in prossimità del parcheggio. Nell’alpeggio c’è un gregge, difeso dai cani "patou": evitate di passare in mezzo alle pecore.

Ulteriori informazioni

Marcature
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