Rando Ecrins

I laghi di Pétarel passando da les Andrieux

5 h 30
Durata
Difficile
Difficile
Andata e ritorno
Andata e ritorno
10,5 km
Lunghezza totale
1180 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Lago e ghiacciao
  • Punto di vista

Departure : Frazione « Les Andrieux », la Chapelle-en-Valgaudemar

Quest’ascensione in ambiente forestale permette di approfittare del panorama grandioso del massiccio del monte Olan.

La coperta forestale silenziosa di pini bianchi, popolata di enormi formicai, dà un carattere misterioso all’ascensione. In seguito, il paesaggio affascinante del lago si concede all’escursionista portando meraviglia e quiete.

Dal parcheggio degli Andrieux, all’altezza della piazza della fontana, attraversare la strada provinciale davanti alla piccola cappella e dirigersi al fondo del paese in direzione della foresta di pini. All’altezza dell’entrata nel cuore del « Parc national » segnalata da cartelli di informazioni, prendere il sentiero che si arrampica sulla sinistra. A quota 1.400, lasciare i sentieri che vanno verso « la Chapelle-en-Valgaudemar » e la frazione delle Portes (un po’ più a monte) sulla sinistra, pur rimanendo sullo stesso cammino. La salita prosegue ancora per qualche tempo nella foresta che si rischiara progressivamente. Camminare prudentemente negli ultimi pezzi rocciosi. Un grosso mucchio di pietre segnala l’arrivo ai laghi. Tornare dallo stesso itinerario.

Transport

www.05voyageurs.com

Accesso

Da Saint-Firmin, prendere la D985/A strada della « Chapelle-en-Valgaudemar », proseguire su questa strada fino alla frazione degli Andrieux.

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dello Valgaudemar

Informazioni, documentazione e una reception con mostre permanenti e temporanee. La Maison du Parc è etichettato "Turismo e disabilità". Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Ancien Asile Saint-Paul
05800 La Chapelle-en-Valgaudemar

Sito web - Email - 04 92 55 25 19

Lat: 44.81836, Lng: 6.19371

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Flora
Scrofularia di primavera

Ci sono piante che non assomigliano a nessun’altra. È il caso della scrofularia della primavera. La sua altezza (dai 30 agli 80cm), la sua pelosità, il suo stelo quadrato dalle larghe foglie dentate ed il suo colore verde-giallo formano un insieme che attira l’occhio. Pianta molto rara nelle « Hautes-Alpes », la sua area di ripartizione copre tutta l’Europa centrale e meridionale dai Pirenei alla Russia. La sua data di fioritura varia da aprile a luglio. Sarebbe probabilmente fuggita dai giardini di semplici del Medioevo dove i religiosi coltivavano piante medicinali. Il suo habitat è particolare : ruderi e vecchi muri. Pensate a non coglierla, la sua osservazione è interessante quanto la sua raccolta.

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Fauna
Civetta di Tengmalm

La civetta di Tengmalm è una specie tipica delle foreste di coniferi . È presente tutto l’anno nelle zone di montagna di Francia. In questa foresta, ne vivono alcuni individui che è difficile scorgere. Facile da riconoscere, la civetta di Tengmalm ha degli occhi giallo dorato cerchiati di nero e sormontati da sopracciglia chiare. Annida spesso nei loculi forati dal picchio nero o nelle cavità naturali degli alberi vecchi. Si nutre di piccoli mammiferi :topi campagnoli che caccia di notte.

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Fauna
Formiche rosse

Numerosi formicai sono presenti in questo massiccio boschivo. I formicai sono composti dall’accumulo di rifiuti vegetali. Il ruolo principali del duomo è la termoregolazione del formicaio, in particolare per la covata. Infatti, la temperatura delle uova di formiche non deve superare i 25, 30°C. Il peso di quest’habitat può essere impressionante : fino a 20 chili per un nido di 3 metri cubi. I formicai sono, almeno così si dice, un segno di salute dell’ambiente. Vi preghiamo di rispettare questi piccoli esseri !

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Punto di vista
« Cime du Vallon »

La « Cime du Vallon » è una gara nella neve poco difficile ma che si fa sia in inverno che in primavera, una gara con gli sci da « randonnée ». Realizzata da « La Chapelle-en-Valgaudemar », offre un importante dislivello con 2.350 m di discesa.

Punto di vista
« Pic des Souffles »

Prima vetta della valle che supera la quota 3000, non è molto visitato dagli alpinisti. All’inizio della storia dell’alpinismo, il picco veniva frequentato molto dalle guide locali che vi hanno aperto le prime vie. Al giorno d’oggi, una via quotata AD (abbastanza difficile) è stata attrezzata. L’approccio è lungo ma ne vale la pena per la sua atmosfera sospesa. Il passaggio all’omonimo rifugio non lascia indifferenti.

Punto di vista
« Pic de l'Olan »

Il « Pic de l’Olan » è la cima di riferimento della valle. Il suo versante nord-ovest è una delle facce più alte e selvagge delle Alpi, alla stregua dello sperone Walker o dei Drus (nel massiccio del Monte Bianco). Il suo nome è una deformazione dell’Auran, che significava « monte ventoso ». La prima ascensione della cima nord isale al 29 giugno del 1877. Per gli alpinisti, questa gara rappresenta una bella roccia, accessibile ad ogni livello, se accompagnati da una guida di alta quota.

Punto di vista
« Pic Turbat »

Un bel 3.000 metri realizzabile come « randonnée » sportiva in estate, contemplativa dal rifugio dei « Souffles de l’Olan ». È anche un belvedere carino sulla prima parte della valle e sulla grande faccia nord-ovest dell’Olan. Al ritorno, sarà d’obbligo la pausa al laghetto Lautier.

Geologia
Granito del picco Turbat

Questo granito molto compatto (di fronte sur versante opposto), fatto di grani fini e di colore chiaro è specifico al picco Turbat. Si è formato a partire da gocce granitiche che sono risalite attraverso il magma poi scoperte dall’erosione.

Geologia
Insieme minerale dell’Olan e di Turbat

Quest’insieme minerale (che di fronte si trova sul versante opposto), che costituisce l’Olan ed il Turbat, offre una lettura interessante dei diversi strati geologici. Questo sito è caratteristico del territorio alpino. Queste ultime alte montagne del cuore del massiccio superano di 3.500 metri lo zoccolo cristallino.

Lago
Laghi di Pétarel

I laghi di Pétarel sono ciò che rimane di una lunga storia geologica e glaciale. Provengono da una sovra-erosione dei ghiacciai nel granito erciniano, roccia madre del massiccio degli Ecrins.

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Lago
Studio scientifico dei laghi di Pétarel

Un protocollo scientifico è stato sistemato sul lago di Pérarel allo scopo di seguire l’evoluzione dei pesci, dello zooplancton e del fitoplancton. Questo lago rappresenta una particolarità nei parchi di montagna, testimoniano delle evoluzioni climatiche e storiche. Questo protocollo viene attuato in collegamento con altri servizi : « l’Institut Méditerranéen de Biologie continentale et marine » (IMBE), « l’Office national de l’eau et des milieux aquatiques » (ONEMA) e « la fédération départementale de pêche des Hautes-Alpes » (federazione provinciale di pesca delle Hautes-Alpes).

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Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1052 m - Max : 2109 m

Distanza (m)

 

Consigli

Sotto la soglia glaciale, alcuni pezzi possono essere scivolosi soprattutto con tempo umido. Si ricorda che solo il bivacco viene autorizzato (dalle 19 alle9) ed i rifiuti vanno portati giù a valle per preservare il sito.

Ulteriori informazioni

Marcature
  • Marcature PR PR
  • Marcature GRP GRP