Rando Ecrins

Da la Chapelle au Clot per il GR 54

4 h 30
Durata
Media
Media
Andata e ritorno
Andata e ritorno
14,5 km
Lunghezza totale
699 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Fauna
  • Storia ed architettura

Departure : La Chapelle-en-Valgaudemar

Di borgata in borgata, un bel modo per iniziare la scoperta del patrimonio e della storia del Haut Valgaudemar prima di lanciarsi sulle sue cime.

Percorrere questo sentiero è un po’ come tornare indietro di un secolo, quando camminare non era un piacere ma una necessità per recarsi da un paese all’altro. Un itinerario piacevole al giorno d’oggi, con tante scoperte: prati naturali, canali, habitat tradizionali, baite di pastori, ponte romano, via clause…. Per non tacere delle cascate, le valli, i rapaci e i  piccoli passeri.

Di fronte all’Ufficio del turismo di La Chapelle, tra il bar e il negozio di  souvenir, partenza del sentiero del GR54 che risale la valle verso Le Clot. Seguire il sentiero che costeggia la riva sinistra del torrente Sèveraisse, fino alla frazione di Bourg. Un ponte nella parte bassa di Bourg consente di attraversare il torrente, oltre il quale il sentiero sale un po’ fino alla borgata del Rif du Sap. L'itinerario diventa di nuovo tranquillo fino alla vecchia borgata di Clot, passando per il rifugio Xavier Blanc, dove ci si può dissetare. Per tornare si può percorrere lo stesso sentiero, oppure utilizzare la navetta.

Transport

A Saint-Firmin, fermata del bus della linea Gap-Grenoble. Da qui possibilità di navetta fino a La Chapelle (prenotate 36 ore in anticipo sul sito 05 voyageurs o chiamando il numero 0033(0)4 92502505).

Accesso

Sulla N85, dopo il ponte di Richards, imboccare a destra la D985a. La Chapelle si trova circa 18 km dopo questo incrocio

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dello Valgaudemar

Informazioni, documentazione e una reception con mostre permanenti e temporanee. La Maison du Parc è etichettato "Turismo e disabilità". Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Ancien Asile Saint-Paul
05800 La Chapelle-en-Valgaudemar

Sito web - Email - 04 92 55 25 19

Lat: 44.81836, Lng: 6.19371

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Sul percorso...
Flora
Le colture foraggere

Le colture foraggere circondano il paese di La Chapelle. Sfortunatamente questi prati, ricchi di fiori e insetti, sono sempre più sovente sostituite da prati temporanei, cioé seminati in alcune stagioni. L’innaffiamento di questi prati avviene ancora utilizzando i canali, sempre ben tenuti dagli utilizzatori con il sostegno del parco nazionale. Potrete ammirare la chiusa del canale della Grande Levée, poco lontano dal sentiero che si avvicina alla Sèveraisse. Questi canali sono molto importanti per il mantenimento della flora delle zone umide, come l’erba milza e la gagea, entrambe specie protette.

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Punto di vista
Le cascate e i panorami sulla valle

Lungo il percorso scoprirete le cascate di Combefroide e del Casset, sul versante a bacìo della valle. L’itinerario offre anche una graziosa vista panoramica sui lati est e ovest della valle della Sèveraisse, all’altezza della borgata di Casset. Dalla frazione del  Rif du Sap un bel profilo dalla valle testimonia l’erosione dei ghiacciai del quaternario.

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Storia
Un percorso pieno di storia

Il ponte del Casset è l’ultimo ponte antico a non essere stato portato via dalle piene della Sèveraisse. Sulla riva destra di questa magnifica opera detta “romana” vi è la frazione Casset, che deve il suo nome alla grande casse che la delimita. Questo paese, come quello di Bourg, fu parzialmente sommerso da una frana. Rif du Sap fu invece travolto da una valanga che nel 1944 spazzò via le case della parte altra della frazione. La frazione  Clot fu inondata nel 1928 e abbandonata completamente nel 1934, quando un incendio distrusse la quasi totalità delle abitazioni.

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Storia
La toponimia del Valgaudemar

Valgaudemar, nome altisonante dalle sillabe di bronzo che risuonano nelle nostre orecchie. Alcuni sostengono che questo nome evochi la valle di Maria: Gaude Maria "rallegrati, Maria", sebbene sia più credibile pensare che sia legato al nome Gaudemar, nome che fu portato tra gli altri dall’ultimo re di Burgondes (524), popolo germanico che invase queste regioni nel 406. Nei testi antichi si legge Vallis Gaudemarii dal 1284. Le leggende, la poesia e l’immaginazione distorcono spesso la ricerca dell’origine dei nomi.

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Architettura
Un habitat tradizionale

Nelle borgate di Casset, Bourg e Rif du Sap si può trovare qualche vecchia casa tipica del Valgaudemar. Qualche tetto in paglia, "tounes" (ingressi a volta delle abitazioni), pavimentazioni in pietra… sono interessanti esempi di architettura che meriterebbero di essere conservati. Meno costosa e di più facile manutenzione, la lamiera ha progressivamente sostituito la paglia sui tetti.

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Fauna
L’aquila reale

Golden eagleTra La Chapelle e Le Clot non è raro osservare l’aquila reale in volo sui pendii soleggiati. Questo maestoso rapace dal piumaggio scuro talvolta arricchito con belle macchie bianche sotto le ali, durante l’estate si trova in compagnia del biancone, più piccolo e molto chiaro, e del grifone, più grande ma con la coda corta, che vive sovente in gruppo. Nulla di strano in tutto ciò, perché sui pendii a bacìo questi uccelli trovano correnti ascendenti termiche che permettono loro di volare in alto e percorrere grandi distanze.

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Architettura
La toune

Caratteristica architettonica del Champsaur-Valgaudemar, la toune è un portico con volta a botte che si trova sulla facciata principale dell’abitazione. Ripara l’ingresso della casa e della scuderia e permette talvolta di immagazzinare il materiale, come la legna, all’asciutto. La toune era sovente intonacata di bianco per riflettere il calore del sole. Gli abitanti della casa vi si sistemavano per fare piccoli lavori come ricamare e rammendare

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Picolo patrimonio
La via clause

In alcuni tratti del percorso camminerete tra due muretti di pietra. Queste "vie clause" sono state costruite per impedire agli animali domestici che salivano all’alpeggio di calpestare e mangiare l’erba dei prati che era loro destinata per l’inverno. La più notevole di tutte si trova all’uscita della vecchia borgata del Clot ed è stata recentemente restaurata dal Parco nazionale degli Ecrins.

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Rifugio
Il rifugio del Clot Xavier Blanc

Curioso che questo rifugio sia stato costruito sotto la strada che sale al Gioberney a una quota di soli 1397 m. Il fatto strano è che si trova in quel luogo da oltre un secolo, molto prima che la strada fosse costruita! In effetti, questa costruzione semplice e solida apparteneva alla Valgodemar Mining Company che sfruttava il ricco sottosuolo di questa zona estraendo rame e piombo argentifero. Quando le attività di estrazione cessarono, il CAF acquistò l’edificio e gli diede il nome di Xavier Blanc, in ricordo di uno dei soci fondatori del CAF, senatore delle Hautes-Alpes.

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Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1101 m - Max : 1434 m

Distanza (m)

 

Consigli

Non camminate sui prati da foraggio per le pecore e chiudete gli steccati per evitare che le bestie scappino.

Ulteriori informazioni

Marcature
  • Marcature GR GR