Rando Ecrins

Colle di Costa Bella passando dal Deserto

4 h 30
Durata
Media
Media
Andata e ritorno
Andata e ritorno
9,5 km
Lunghezza totale
1057 m
Dislivello
Utilizzo
  • A piedi
Tema
  • Fauna
  • Flora
  • Punto di vista

Departure : Le-Désert-en-Valjouffrey → Arrival : Le-Désert-en-Valjouffrey

La traversata dell’alpeggio fiorito di Côte-Belle permette di giungere ad una vista sui contrafforti ovest del massiccio degli Ecrins.

« Durante decenni, abbiamo accettato la sfida di consolidare l’ultimo pezzo sotto il colle di Côte Belle sopra un terreno instabile. Siccome era molto oneroso per il parco, abbiamo intrapreso di crearne uno nuovo. Dal 2013,  il sentiero parte ormai in direzione del “col des Marmes”, risulta piu piacevole e di una stabilità più affidabile per i camminatori ».

Bernard Nicollet, guardia-istruttore nel Valbonnais

Parcheggiare la macchina all’entrata del Deserto. Attraversare il paese fino al torrente della Laisse senza varcarlo e prendere verso nord la direzione del colle di Côte Belle. Il sentiero passa dal cono di deiezione del torrente e passa vicino ad un frangivalanghe. L’itinerario si svolge poi nel cuore del Parco nazionale degli Ecrins. Si addentra poi in una gola abbastanza stretta. Il sentiero prosegue la sua ascensione con larghe curve a U nel mezzo di vecchie praterie da falciatura e sbuca al colle di Côte Belle. La vista dà sul massiccio dell’Arcanier, il « pic du Clapier du Peyron », « la Roche de la Muzelle » e le altre vette e ghiacciai del circo di Valsenestre. La discesa si fa passando dallo stesso itinerario.

Accesso

Da Entraigues, prendere direzione Valjouffrey (D117). Proseguire nella valle fino alla frazione del Désert nel Valjouffrey.

Ufficio Informazioni

Casa del Parco dello Valbonnais

Reception, informazioni, sala mostre temporanee, sala di lettura e di video-proiezione su richiesta. Shop: prodotti e le opere del Parco. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.

Place du Docteur Eyraud
38740 Entraigues

Sito web - Email - 04 76 30 20 61

Lat: 44.90153, Lng: 5.9496

Questo itinerario si snoda nella parte centrale del Parco Nazionale, siete inviatati a leggere le regole di accesso.

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Sul percorso...
Storia
Frangivalanghe

Nel 1961 e nel 1962, grosse valanghe sono scese fino al letto della Bonne, minacciando le case della frazione del Désert nel Valjouffrey. Nel 1982, importanti lavori permettono di costruire un frangivalanghe per assicurare la sicurezza della frazione e delle praterie, sviando le eventuali minacce provenienti dal vallone di Côte-Belle.

Flora
Asfodelo

Cresce a battaglioni spesso in compagnia della genziana gialla su vecchie praterie da falciatura dal suolo profondo. Il suo portamento da grande cero bianco non passa inosservato ed i suoi fiori raggruppati a spighe si aprono l’uno dopo l’altro durante diverse settimane in estate. Il suo tubero carnoso attira i roditori sotterranei ed avrebbe servito, sotto forma di farino, di cibo ai montanari durante i periodi di carestia.

Champ d'asphodèles
Flora
Genziana gialla

Tramite le speci di genziane, la genziana gialla è quella che viene più usata : le sue radici hanno virtù toniche, digestive e depurative. Non bisogna confonderla con il veratro bianco che ha lo stesso aspetto prima della fioritura ma è molto tossico. Distinguerli è facile : le foglie della genziana sono posizionate in modo opposto mentre nel veratro sono inserite a spirale. La genziana è abbondantemente presente nei pascoli di alta quota e le pecore e le mucche ne sono grandi consumatori.

Gentiane jaune
Fauna
Allodola dei campi

Un uccello funnambulo sospeso nel cielo sgrana a lungo il suo ritornello di note che si urtano. Poi, con le ali triangolari ripiegate e seguendo una spirale perfetta, l’uccello si posa per terra nel mezzo della prateria. Per terra, lo si nota poco : il suo piumaggio dalle diverse tinte marroni gli assicura una mimetizzazione perfetta. Nella sua ricerca di cibo, i suoi spostamenti, successione di corsette e fermate brusche, gli permettono di scorgere eventuali predatori.

Alouette des champs
Fauna
Pernice coturnice

La pernice coturnice vive in montagna sui versanti ben esposti al sole come qui nel vallone di Côte-Belle. La si riconosce dal suo dorso grigio, i suoi fianchi rigati, la sua gola bianca ed il suo becco rosso. Da molto tempo, immobili, mi osservano camminare senza che io le intraveda. Ad un tratto, il silenzio della montagna viene interrotto da un fragore di battiti di ali che mi fa sobbalzare come ogni volta. Delle coturnici ! Faccio appena in tempo a contarle ed a vedere tuffarsi ad alta velocità questa compagnia di 5 coturnici che si posa sul versante di fronte a me ad una distanza più rassicurante per loro.

Perdrix bartavelles
Fauna
Argynnis aglaja

Per la sua apertura d’ali, il « grand nacré » non passa inosservato. La parte inferiore delle sue ali è di un bel colore arancione ravvivato da macchie nere, la parte superiore è cosparsa di zone di madreperla su sfondo di scaglie verdastre. Si tratta di una grande farfalla dall’apertura d’ali dai 50 ai 60mm, abbastanza comune ma che si sta facendo rara perché, in seguito ai cambiamenti di pratiche agricole, il suo habitat sta scomparendo. Infatti, il suo bruco dal colore nero punteggiato di arancione sui lati, si nutre essenzialmente di foglie di viole le quali si trovano solo nelle praterie sfruttate in modo estensivo.

Grand nacré
Geologia
Nuovo sentiero

Sono state necessarie numerose giornate di lavoro pe rmantenere in buono stato l’ultimo pezzo di sentiero che permette di accedere al colle. Infatti, il carattere instabile del terreno, associate all’importanza del pendio, hanno costretto le guardie a creare banchine di legno per contenere il peso della terra. Nell’autunno del 2012, è stato deciso di creare una nuovo porzione del sentiero prendendo una parte di un sentiero usato dalle pecore più ad est in direzione del “Col des Marmes”. Il lavoro è stato realizzato a squadre : 50m al giorno durante 26 giorni con zappe e coraggio. In tutto, nacque una porzione di 1300m, il che rende il sentiero meno ripido e molto più stabile.

Fauna
Lucertola vivipara

La lucertola vivipara si distingue dalla lucertola delle muraglie per il suo muso arrotondato. È capace di vivere fino a quota 2500 ed è proprio negli alpeggi che la si incontrerà il più delle volte. Le piace scaldarsi al sole, posato nell’erba dove il muschio asciuga e caccia cavallette o ragni. Per svernare, si nasconde nella terra dove, quando è in letargo, può sopportare temperature negative. La lucertola vivipara viene così chiamata perché le femmine tengono le uova in pancia finché non si schiudono. I piccoli sono quindi completamente formati quando nascono, si tratta di un adattamento all’ambiente freddo.

Lézard vivipare
Flora
Edelweiss

In latino, « leontopodium » significa piede di leone per la forma generale dell’edelweiss. Se la si osserva da vicino, ci si rende conto che non è un fiore ma un insieme di 5 a 10 fiori raggruppati in un capolino. L’edelweiss appartiene alla famiglia delle Asteraceae così come i piscialletti. È una pianta bianca, lanosa e vivace, che cresce nelle praterie ciottolose di altitudine, al piano subalpino fino a quota 2900. Si mescola spesso con l’aster delle Alpi. Emblema di numerose compagnie di guide, simboleggia l’alta montagna e rappresenta la forza nel linguaggio dei fiori.

Edelweiss
Punto di vista
Paesaggio del circo di Valsenestre

Dal colle, salire su una piccola cima per approfittare al meglio del paesaggio offerto dal circo di Valsenestre : a sinistra il « Signal du Lauvitel » (2901m) ed il « Clapier du Perron » (3169m), il « col de la Muzelle » (2613m) dove il GR54 prosegue. A questo punto si scorge molto distintamente una faglia geologica che separa il blocco delle « grandes rousses », fatto di granito di gneiss del blocco della muzelle. A destra, le vette principali sono la « roche de la Muzelle » (3465m) e « la pointe Swan » (3294m). Il « col e Côte-Belle » invece, separa il « pic de Valsenestre » (2752m) a sinistra, dall’ « aiguille des Marmes » (3046m) a destra.

Pic de Valsenestre

Profilo altimetrico

Quota (m)

Min : 1277 m - Max : 2286 m

Distanza (m)

 

Consigli

Prendere dell’acqua al Désert perché non c’è nessuna fonte di acqua potabile sull’itinerario. Proteggersi dal sole perché non c’è ombra ed il vallon è esposto a sud.

Ulteriori informazioni